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In data odierna, l’assemblea della Camera ha concluso, con la sua approvazione finale, l’iter parlamentare del provvedimento inerente le disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, che prima dalla Igiene e Sanità e poi da Palazzo Madama ha risentito di numerose modifiche.

La necessità che ha indotto il Governo ad emanare uno specifico Decreto Legge sull’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola,  è stata dettata sia dal preoccupante e costante calo delle coperture vaccinali, sia dai numerosi casi di morbillo segnalati nel nostro Paese, che nel primo semestre di quest’anno hanno avuto un incremento di oltre il 500% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.  Questo allarmante dato epidemiologico risulta essere la riprova dei danni indotti da una bassa copertura vaccinale, che giustifica in maniera evidente le preoccupazioni per la ricomparsa anche di altre malattie prevenibili con il vaccino.

A fronte di questa situazione la Società Italiana di Pediatria ha aderito alla decisione del Governo di mettere in atto misure urgenti e temporanee, finalizzate ad aumentare nell’immediato le coperture vaccinali particolarmente nella fascia pediatrica-adolescenziale, ma soprattutto ha condiviso le basi del principio che il vaccino non è solo uno strumento finalizzato alla tutela “individuale”, ma anche alla salvaguardia indiretta  della salute pubblica dei cittadini, soprattutto di coloro, che vari motivi, non hanno la possibilità di essere vaccinati nei confronti di  specifiche e temibili malattie infettive.

La legge sull’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola prevede per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni e per minori stranieri non accompagnati,  in base alle specifiche indicazioni del Calendario Vaccinale Nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, le seguenti vaccinazioni obbligatorie “in via permanente: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus Influenzae tipo b e vaccinazioni obbligatorie “sino a diversa successiva valutazione quali la vaccinazione: anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

Per una o più di queste ultime vaccinazioni il Ministero della Salute, sulla base della verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali eventualmente raggiunte, decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge, e successivamente, sentiti il Consiglio superiore di Sanità, l’Aifa, l’Istituto Superiore di Sanità e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e Regioni e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, potrà disporre la regolare cessazione della stessa obbligatorietà.

Occorre ricordare che oltre alle vaccinazioni per le quali è stato previsto l’obbligo per l’acceso a scuola, il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2017-2019 ha esteso l’offerta vaccinale gratuita e attiva, prefiggendosi il nobile obiettivo di garantire un’offerta “equa” ed “omogenea” su tutto il territorio Nazionale. Tutti i vaccini contenuti nel Piano infatti sono stati inseriti nei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). In altre parole anche le vaccinazioni non obbligatorie ai fini dell’iscrizione a scuola (ad esempio il meningococco B e C, pneumococco, rotavirus, HPV) comprese nel PNPV sono ad offerta attiva e gratuita.

Si configura così una sorta di doppio “passaporto” vaccinale per l’età evolutiva: il primo fa riferimento alle vaccinazioni previste dal PNPV (“passaporto per la vita),  il secondo fa riferimento a quelle previste dalla Legge sull’obbligo ai fini dell’iscrizione a scuola (“passaporto per la scuola”).

Si avverte sempre più la consapevolezza che la battaglia contro le malattie prevenibili con la vaccinazione potrà essere vinta solo con un gioco di squadra, ed il coinvolgimento di “tutti” gli attori che siano in grado di assumersi le responsabilità legate al proprio ruolo, associato ad un adeguato supporto delle opportune e condivise strategie di promozione vaccinale, rivolte ad informare in maniera trasparente ed esaustiva la popolazione, sui rischi e i benefici della pratica vaccinale, favorendo in tale modo l’accettazione cosciente e responsabile di un atto preventivo di fondamentale importanza quale è appunto il vaccino, da intendersi come un palese segno di progresso, civiltà e salvaguardia della salute pubblica in tutto il mondo.

Rocco Russo, coordinatore tavolo tecnico vaccinazioni SIP