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Dalle ultime evidenze è radicalmente cambiato il concetto “classico” della storia naturale della BPCO, secondo il quale vi è un rapido declino della funzionalità respiratoria dovuta al danno parenchimale indotto dal fumo in età adulta. Dagli ultimi studi emerge infatti come lo spettro di pazienti che si presentano con sintomi respiratori cronici ed un’ostruzione irreversibile sia in realtà molto più eterogeneo di quanto precedentemente noto; sono infatti descritti anche casi di BPCO nei quali un declino della funzionalità respiratoria era già presente in gioventù. Questa review presentata sul NEJM si pone l’obiettivo di capire quali fattori nei primi anni di vita (nascita-25 anni) possano avere un ruolo nella predisposizione o nella patogenesi della malattia nell’età adulta. Dall’analisi degli studi presenti in letteratura sembrano giocare un ruolo la predisposizione genetica, fattori prenatali (fumo materno, prematurità, broncodisplasia, ARDS, malnutrizione materna), malattie respiratorie nella prima infanzia (polmonite, asma bronchiale), inquinamento ambientale, fumo in adolescenza. Ulteriori studi saranno necessari per comprendere in fondo gli esatti meccanismi fisiopatologici, tuttavia emerge ancor più forte l’importanza delle strategie preventive, in particolare della prematurità, della broncodisplasia, dell’asma persistente, del fumo, ed il controllo dell’inquinamento ambientale.

 

Fernando D. Martinez, M.D Early-Life Origins of Chronic Obstructive Pulmonary Disease. N Engl J Med 2016;375:871-8.

 

Tratto dalla rubrica “Fresche di Stampa” (a cura di Liviana Da Dalt e Valentina Ferraro) di “Pediatria”, Magazine ufficiale della SIP, numero 8 2016