Facebook
Twitter
LINKEDIN
Whatsapp

“Nel guscio”, l’ultimo romanzo di Ian Mc Ewan, pubblicato in Italia per i tipi di Einaudi Editore nella storica collana Gli Struzzi, narra le vicende che ruotano intorno ad una donna molto tormentata e a una storia tragica, fatta da un feto nelle ultime settimane di gestazione.

Con grande efficacia il feto, tra una vicenda e l’altra dei suoi genitori, evoca i processi e le varie fasi del suo sviluppo intrauterino. Descrive il mondo esterno con gli occhi e le sensazioni ovattate di chi si trova in una condizione di dipendenza completa da un altro individuo, valutando i vantaggi e i rischi della sua condizione e l’impatto sul suo sviluppo delle abitudini e della vita della madre.

Suggestive sono le sue relazioni con il cordone ombelicale e con la placenta, le reazioni del feto alla alimentazione e alle intense attività della madre. Paradossali, ma fino ad un certo punto, i suoi rapporti con il vino assunto dalla madre con noncuranza rispetto alle sue esigenze di salute. Come un film al rallentatore, vengono raccontate in modo esilarante nelle ultime pagine le fasi drammatiche di progressione del travaglio e del parto.

Colpiscono il cinismo con cui i suoi genitori si disinteressano del destino del nascituro, presi dalla drammaticità della loro relazione ormai finita sul piano affettivo e carica di pathos e di sentimenti di odio reciproco. L’atmosfera da thriller che si respira nel testo e che fa da trama al romanzo viene alleggerita e resa più umana attraverso il filtro della narrazione “intrauterina”!

 

Giovanni Corsello, past president SIP