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di Elena Bozzola, Consigliere Nazionale SIP, Giulia Spina, Università Tor Vergata Roma, Cinthia Caruso, Redazione Sito web SIP

 

Il tuo bambino ha la febbre? Potrebbe essere influenza!

L’influenza si sta diffondendo già in Italia, anche se il picco di casi è previsto nelle prime due settimane di gennaio. Dei 4 ceppi prevalenti identificati quest’anno uno era già presente nella scorsa stagione mentre gli altri tre sono varianti nuove.

Vediamo come affrontarla insieme!

IL BAMBINO E LA FEBBRE

Il bambino ha la febbre. Ma cosa si intende per febbre?

Con il termine febbre si intende l’aumento della temperatura corporea al di sopra dei 38 °C.

Qual è il miglior modo per misurare la febbre?

È preferibile misurare la temperatura corporea utilizzando un termometro di tipo digitale in condizioni di riposo e a livello ascellare. Inoltre, è importante sapere che la temperatura corporea non è uguale durante tutta la giornata ma aumenta fisiologicamente in alcune circostanze: ad esempio dopo i pasti, dopo aver praticato sport e la sera.

La febbre, anche nel bambino più piccolo, può essere misurata in modo semplice e non invasivo. Per saperne di più guarda il video

In caso di febbre, quali consigli?

Innanzitutto, consigliamo di mettere a riposo il bambino, non necessariamente a letto, ma in qualunque posto confortevole della casa.

Sono da evitare i “rimedi della nonna, come le spugnature con aceto e la borsa d’acqua fredda sulla fronte. Eventualmente è possibile effettuare spugnature con acqua tiepida per dare al bambino una sensazione di benessere.

È importante inoltre assicurarsi che il bambino beva abbastanza così da soddisfare le aumentate richieste di liquidi che si hanno in corso di febbre.

In caso di febbre, quali farmaci utilizzare?

I farmaci antipiretici devono essere usati solo quando la febbre si associa a malessere generale, seguendo rigorosamente le indicazioni del proprio pediatra curante per quel che riguarda la posologia e la durata del trattamento (Per saperne di più). I farmaci consigliati in corso di febbre, il paracetamolo e l’ibuprofene, non vanno usati combinati/alternati. Inoltre, è preferibile la somministrazione per bocca. Solo in caso di vomito è utile la somministrazione per supposta.

E’ importante che i genitori sappiano quando e come somministrare farmaci antipiretici al proprio bambino così da evitare la “fever-phobia” e l’utilizzo di farmaci non appropriati.

INFLUENZA 2018 NEI BAMBINI

L’influenza è una delle malattie infettive virali a maggior impatto sociale. Ogni anno in Italia provoca milioni di casi con elevati costi per la Sanità pubblica. In alcuni periodi dell’anno l’influenza “mette a letto” i nostri bambini, soprattutto quelli più piccoli. Quest’anno si stima che 1 bambino su 4 in età scolare sarà colpito dall’influenza.

Come si contrae l’influenza e perché i bambini si ammalano spesso?

L’influenza si trasmette per via aerea, attraverso la saliva, gli starnuti, i colpi di tosse, e il contatto con le secrezioni respiratorie.  I bambini sono tra i soggetti più colpiti dall’influenza perché trascorrono tanto tempo all’interno di ambienti chiusi ed affollati, in cui è maggiore il rischio di contagio, quali:

  • asilo e scuola
  • palestre
  • feste per bambini o altri spazi ricreativi.

Abbiamo a disposizione alcuni semplici “trucchi” per prevenire l’insorgenza dell’influenza nei nostri bambini.

Quanto tempo dura l’influenza? Quando è necessario preoccuparsi?

L’incubazione è di solito di due giorni, ma puo’ variare da 1 a 4 giorni. L’influenza si presenta generalmente con febbre improvvisa, spesso accompagnata da brividi, cefalea, dolori muscolari, inappetenza e sintomi respiratori, come tosse e raffreddore.

La durata dell’influenza varia da 5 a 10 giorni.

Nella maggior parte dei casi, l’influenza si risolve da sola.

In alcuni casi, però, è opportuno consultare il Pediatra il prima possibile:

  • se il bambino è molto piccolo
  • se il bambino sta molto male
  • se il bambino rifiuta di mangiare e di bere.
Quali sono i dubbi più frequenti dei genitori?

Tante le domande dei genitori, soprattutto quando i bambini sono piccoli e alle prese con le prime febbri.

Nell’ambito della diretta facebook del 6 novembre una pediatra della SIP ha risposto alle domande dei genitori sull’influenza. Ecco le 5 domande più frequenti e le risposte della Dr.ssa Elena Bozzola, Consigliere Nazionale SIP:

  1. Quanto dura l’influenza nel bambino?

Il periodo di incubazione è di solito di 1-4 giorni. La durata è variabile da bambino a bambino, ma generalmente è di 5-10 giorni

  1. Quando può tornare a scuola il mio bambino?

Il bambino con i sintomi dell’influenza deve rimanere a casa finché non è totalmente guarito, anche per evitare di contagiare i compagni di classe. La febbre è un sintomo importante, ma non è l’unico elemento per decidere se il bambino sia guarito e possa tornare a scuola. Occorre ricercare se vi è ancora malessere generale o tosse insistente. In un’unica parola: non avere fretta e consultare sempre il Pediatra.

  1. Come faccio a capire che il mio bambino ha l’influenza?

L’influenza compare di solito con febbre, brividi, cefalea, dolori muscolari, inappetenza e sintomi respiratori. È importante però consultare il Pediatra per escludere altre malattie che possono avere sintomi simili.

  1. L’influenza intestinale è una forma di influenza?

L’influenza intestinale, meglio conosciuta come gastroenterite, è diversa dall’influenza causata dal virus dell’influenza: si presenta con vomito e/o diarrea. Anche in questo caso il bambino può avere febbre.

  1. Sono incinta. Tra un mese nascerà il mio bambino. Posso fare il vaccino?

Il vaccino è indicato a chi vuole evitare di contrarre la malattia influenzale e che non abbia specifiche controindicazioni.
Sulla base della Circolare del Ministero della Salute “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019”, la vaccinazione antinfluenzale viene offerta attivamente e gratuitamente ai soggetti che per le loro condizioni personali siano a maggior rischio di andare incontro a complicanze nel caso contraggano l’influenza. Le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza rientrano tra queste categorie! Per cui la vaccinazione antinfluenzale è consigliata, proteggerà non solo la futura mamma ma anche il suo bambino quando nascerà!

Come curare l’influenza? E’ necessaria la terapia antibiotica?

L’antibiotico va somministrato solo in alcuni casi, su indicazione del Pediatra. Infatti, l’antibiotico non serve per curare l’influenza, ma solo per curare un’eventuale complicanza batterica. È importante ricordarsi che somministrare un antibiotico a un bambino, se non necessario, non aiuta a far passare prima la febbre (leggi il decalogo sull’uso corretto degli antibiotici).

In caso di raffreddore, possono essere utili i lavaggi nasali, ma l’importante è saperli fare bene! Guarda il video

Esiste qualcosa che ci permetta di prevenire l’influenza nei bambini?

Certo! Il vaccino!

La vaccinazione antinfluenzale è un’arma di difesa nei confronti dell’influenza.  A tal riguardo, è importante che il Pediatra si vaccini, non solo proteggere se stesso, ma anche i piccoli pazienti che ogni giorno assiste.

E’ importante inoltre che i bambini “a rischio” vengano vaccinati. Alcuni bambini affetti da patologie croniche sono a maggior rischio di complicanze severe dovute al virus dell’influenza. Per saperne di più

Ma il vaccino antinfluenzale funziona davvero?

I vaccini sono sicuri ed efficaci, prevengono l’influenza, le sue complicanze e quindi aiutano a ridurre il numero delle ospedalizzazioni e delle morti correlate. Leggi i falsi miti sui vaccini: articolo 1 e articolo 2.

E’ possibile contrarre l’influenza anche se si è vaccinati?

Sì, è possibile.

Nello specifico, esiste un lasso di tempo di circa 15 giorni per garantire un’adeguata protezione generata dal vaccino: durante questo intervallo di tempo è possibile contagiarsi. Inoltre può capitare che vi sia differenza tra i ceppi del vaccino utilizzati e il virus in circolazione (mismatch). Questo è dovuto al fatto che tali ceppi vengono scelti a inizio anno e che il virus dell’influenza va spesso incontro a mutazioni.