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di Cinthia Caruso redazione sito web, Claudio Maffeis, Università di Verona, Elena Bozzola, consigliere nazionale SIP

In Italia, patria della dieta mediterranea, due bambini su 10 sono in sovrappeso e uno su 10 è obeso, con  una maggiore prevalenza nel centro sud. L’obesità infantile è un fenomeno non solo dilagante ma anche persistente: circa il 50% degli adolescenti obesi rischia di esserlo anche da adulto.

 

Quali sono i rischi dell’obesità infantile

Sempre più bambini e adolescenti soffrono di patologie conseguenti all’obesità sinora sconosciute nell’infanzia, come ipertensione, dislipidemia e diabete di tipo 2.

Nuovi dati sulle complicanze dell’obesità emergono dalla recente Consensus SIP-SIEDP su Diagnosi, trattamento e prevenzione dell’obesità del bambino e dell’adolescente:

  • un bambino obeso su 20 ha la glicemia alta, condizione definita di pre-diabete, cioè un’alterazione del metabolismo del glucosio che però può ancora regredire;
  • più del 30% dei bambini obesi hanno trigliceridi e colesterolo elevati ridotto rispetto ai valori di normalità, condizione che li espone a rischi di sindrome metabolica e alla comparsa di arteriosclerosi; 
  • più del 30% dei bambini obesi hanno grasso accumulato nel fegato, condizione evidente di un danno epatico iniziale che però può progredire e peggiorare nel tempo;
  • più del 10% dei bambini obesi ha valori pressori superiori alla norma.

Questi rischi possono essere contrastati con il controllo del peso, attraverso corretti stili di vita e una dieta equilibrata, ma è molto importante l’intervento precoce!

 

Prevenire l’obesità infantile: il Decalogo SIP-SIEDP 

La chiave per la prevenzione dell’obesità?  Cominciare sin dalle prime età della vita. I primi 1000 giorni di vita (gravidanza e primi due anni di vita) sono un periodo cruciale per la salute futura: la letteratura scientifica ha infatti dimostrato che ciò che accade in questo periodo può influenzare la predisposizione a varie malattie nelle età future. Allattamento al seno, svezzamento secondo le raccomandazioni nazionali, no a sale e a zuccheri aggiunti sono alcune tra le regole principali che i bambini devono seguire nei primi due anni di vita per prevenire sovrappeso e obesità e quindi l’insorgere di patologie in età adulta.

Per saperne di più leggi il Decalogo SIP-SIEDP per la prevenzione dell’obesità infantile con le regole da osservare dal concepimento e per l’intera vita.

 

Un tassello cruciale: il corretto divezzamento

Quando iniziare il divezzamento? Quali sono gli errori da non commettere nel passaggio da un’alimentazione esclusivamente lattea ad un’alimentazione semi-solida e poi solida? Consulta le corrette regole nel documento “Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia F.A.Q.” pubblicato dal Ministero della Salute e frutto del lavoro del tavolo tecnico di cui hanno fatto parte sia la Società Italiana di Pediatria sia la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica.

 

E dopo?  

La regola principale per tenere lontani sovrappeso e obesità, valida a tutte le età della vita, è seguire un’alimentazione a bassa densità calorica, basata sui principi della dieta mediterranea, con almeno 5 porzioni tra frutta, verdura e ortaggi, privilegiando le fonti vegetali di proteine e ripartita in circa 5 pasti giornalieri. A questa si deve aggiungere un’altra “regola d’oro”: trascorrere mediamente almeno 60 minuti al giorno in attività fisica moderata/intensa. E’ documentato che l’attività fisica previene sovrappeso e obesità e migliora il metabolismo a tutte le età.

 

Non solo sport… ma anche gioco: gli stili di vita corretti nell’infanzia

Promuovere l’attività fisica nei bambini non significa necessariamente coinvolgerli in un’attività sportiva strutturata, ma avere uno stile di vita attivo (camminare a piedi, andare sul triciclo o in bicicletta, giocare all’aperto, fare le scale ecc. .)  Il movimento non è solo sport, è anche gioco, passeggiate all’aria aperta: tutte attività che devono far parte delle abitudini quotidiane di bambini ed adolescenti di tutte le età.

La Società Italiana di Pediatria ha promosso la piramide dell’attività fisica e motoria. Alla base della piramide sono indicate le attività da svolgere quotidianamente, man mano che si sale verso i gradini più alti della piramide si incontrano le attività da svolgere con minore frequenza.

 

La dieta mediterranea diventa “transculturale” 

Per fare incontrare i dettami e i principi di salute della dieta mediterranea – patrimonio culturale immateriale dell’umanità secondo l’UNESCO – con i sapori delle altre popolazioni che vivono nel nostro Paese la Società Italiana di Pediatria ha realizzato la  Piramide Alimentare Transculturale. Non solo pasta e riso: nei piatti dei bambini entrano sorgo, miglio e quinoa, all’insegna dello slogan “il cibo unisce” perché l’integrazione tra i popoli comincia dai menù dei più piccoli.

 

Quello che devono sapere i pediatri sull’obesità: le novità della Consensus SIP-SIEDP

Il ruolo del pediatra è di assoluto primo piano nella strategia complessiva di contrasto nell’obesità infantile, soprattutto in chiave preventiva.

Tre indicazioni importanti emergono dalla Consensus SIP-SIEDP su Diagnosi, trattamento e prevenzione dell’obesità del bambino e dell’adolescente.

Diagnosi precoce. La correzione precoce dell’eccesso ponderale prevede la necessità di riconoscere con tempestività sia il sovrappeso, condizione reversibile con maggior facilità, che l’obesità franca, condizione ben più impegnativa e resistente al trattamento. Rapporto peso lunghezza nei primi due anni e, nelle età successive, BMI sono gli indici di riferimento. Le tabelle proposte quale riferimento, per entrambe gli indici, sono quelle dell’OMS.

Nutrizione delle prime età. Recenti evidenze dell’estrema sensibilità dell’organismo nelle prime età all’azione di fattori modulanti l’espressione genica a lungo termine (epigenetica) evidenziano l’assoluta importanza dell’azione preventiva sin dalla nascita per ridurre il rischio della comparsa di tutte le malattie croniche non trasmissibili, prima tra tutte l’obesità.

Complicanze. La ricerca di alterazioni metaboliche (dosaggio di glicemia e profilo lipidico, misurazione della pressione arteriosa, esecuzione ecografia epatica) è suggerita per i bambini obesi di età superiore ai 6 anni e per gli adolescenti obesi. Aumento dei trigliceridi e riduzione dell’HDL colesterolo, aumento di glicemia e pressione arteriosa e accumulo di grasso nel fegato sono condizioni comuni a molti bambini e adolescenti obesi. In alcuni casi la compromissione metabolica è multipla (sindrome metabolica). La persistenza dei fattori di rischio cardiometabolico promuove la comparsa di complicanze più gravi, con diagnosi di dislipidemia, intolleranza al glucosio, ipertensione arteriosa, steatoepatite. Di qui l’utilità di riconoscere l’eventuale condizione di anormalità e correggerla prima che diventi patologia conclamata.

 

Dall’approccio dietetico-restrittivo a quello cognitivo-comportamentale  

Non solo diete restrittive, negli ultimi anni è stato proposto un approccio cognitivo-comportamentale basato sull’educazione terapeutica centrato sulla famiglia. Questi nuovi programmi hanno la finalità di raggiungere una riduzione del peso attraverso cambiamenti dello stile di vita, realizzati partendo dal rispetto del paziente e della sua famiglia, proponendo un colloquio motivazionale, potenziando le competenze familiari, rendendo i piccoli pazienti ‘autonomi’, superando i sensi di colpa legati al peso e al fallimento delle terapie dietetiche intraprese, ed al cattivo rapporto con la propria immagine corporea. Questo percorso educativo cerca di superare la vergogna che blocca la famiglia davanti ad una patologia stigmatizzante, di affrontare e ridurre gli episodi di derisione e bullismo tanto comuni in ambito domestico, scolastico e persino sanitario, che fanno soffrire i bambini e i ragazzi, con lo scopo di modificare le rappresentazioni mentali, gli atteggiamenti e i comportamenti delle famiglie con obesità nei confronti degli alimenti e dell’attività motoria attraverso un processo di empowerment, cioè di crescita culturale e presa in carico consapevole ed autonoma delle loro scelte di vita e di salute.

Per saperne di più