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Dott.ssa Iride dello Iacono

UOS di Pediatria ed Allergologia Ospedale Fatebenefratelli Benevento

 in collaborazione con SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica)

Il 20% della popolazione generale ritiene di essere affetto da un’allergia o da un’intolleranza alimentare, ma quando viene seguito un corretto iter diagnostico, solo in un decimo di questi soggetti viene confermata una reazione avversa al cibo sospettato.

1. Intolleranza e allergia non sono la stessa cosa.

Allergia ed Intolleranza alimentare rappresentano fenomeni molto diversi tra loro. L’allergia alimentare è una reazione del sistema immunitario nei confronti di un alimento normalmente assunto senza problemi dalla popolazione generale, con effetti nocivi sulla salute, che si manifesta in tempi relativamente brevi, da pochi minuti a massimo due ore. Un’intolleranza alimentare, al contrario, non coinvolge il sistema immunitario ed è causata da un alimento o da un suo componente con spiacevoli conseguenze che raramente sono immediate. Le persone che soffrono di allergia possono presentare una reazione avversa, anche se entrano in contatto con una piccola quantità dell’allergene, mentre coloro che soffrono di intolleranza sono in grado, in genere, di consumare piccole quantità degli alimenti nocivi senza evidenziare particolari disagi.

2. Molti test diagnostici in commercio per le “intolleranze alimentari” sono inefficaci, se non dannosi.  

Quando si sospetta una “intolleranza alimentare” è opportuno rivolgersi al proprio pediatra di fiducia o, comunque, ad un allergologo esperto nel settore. In ogni caso occorre evitare l’esecuzione dei seguenti test, ritenuti inutili e dannosi per supportare tale diagnosi: il test citotossico o test di Bryan, il test di provocazione e neutralizzazione sublinguale ed intradermico, la Kinesiologia applicata, il test del riflesso cardio-auricolare, il Pulse test, il test elettrotermico, il Vega test, il Sarmtest, il Biostrenght test e varianti, la Biorisonanza, l’analisi del capello, il Natrix o Fit 184 Test, l’iridologia, il dosaggio delle IgG sieriche. Una eventuale dieta di eliminazione, basata sui risultati di questi test, potrebbe arrecare, soprattutto in età infantile ed adolescenziale, gravi conseguenze carenziali.

3. I sintomi delle “intolleranze alimentari” sono prevalentemente gastro-intestinali.

Il paziente affetto da “intolleranza alimentare” presenta prevalentemente manifestazioni a carico dell’apparato gastro-intestinale: gonfiore gastrico e/o intestinale, difficoltà digestiva, nausea e/o vomito, stipsi o diarrea, dolori addominali post-prandiali. A questi sintomi possono associarsi sonnolenza, facile faticabilità, cefalea e/o emicrania, malessere generale.

4. L’Intolleranza al lattosio si diagnostica con un test validato scientificamente.

Il test utilizzato per porre diagnosi di Intolleranza al lattosio è il Breath test al lattosio (test del respiro). In pratica si assume una dose prestabilita di lattosio e si analizzano i gas espirati dal paziente dopo un certo periodo di tempo. La presenza del picco di idrogeno nell’aria espirata è spia di fermentazione intestinale dello zucchero che non viene assorbito da parte della flora batterica del colon. Questo esame, semplice, affidabile e non invasivo, è considerato il gold standard per la diagnosi di Intolleranza al lattosio.

5. Occhio alla sindrome da intossicazione da sgombroidi che è non una forma di allergia al pesce.

Si tratta di una Intolleranza/intossicazione alimentare causata dalla ingestione di prodotti ittici contenenti alti livelli di istamina o altre sostanze con proprietà analoghe. In genere è secondaria alla ingestione di pesce avariato ma anche di formaggi o carni contaminate. L’istamina è stabile al calore e quindi, anche se cotto, il pesce contaminato può provocare questa sindrome, così come resiste al congelamento o all’affumicatura. I sintomi caratteristicamente insorgono entro 10-90 minuti dall’assunzione e sono caratterizzati da orticaria, palpitazioni, cefalea, bruciore periorale, sintomi gastrointestinali, raramente sintomi respiratori e cardiocircolatori. La sintomatologia fa erroneamente sospettare una inesistente allergia al pesce.