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Dott.ssa Angela Mastronuzzi

Dipartimento Oncoematologia, Ospedale Bambino Gesù

Con il termine leucemia si intendono un insieme di malattie ematologiche maligne più frequenti nei bambini che negli adulti con un’incidenza in Europa di circa 8 casi su 100.000 ogni anno. La leucemia linfoide acuta è la forma più frequente e anche quella associata alla migliore prognosi.

1. Cos’è la leucemia?

La leucemia è un tumore delle cellule del sangue. I globuli bianchi anomali, chiamati blasti, invadono il torrente circolatorio e il midollo, impedendo a quest’ultimo di produrre le normali cellule del sangue: globuli rossi, piastrine e globuli bianchi.

Il termine leucemia deriva infatti dal greco “leuco” (bianco) ed “emia” (sangue).

2. Quanti tipi di leucemia esistono?

Esistono due tipi di leucemia, linfoide e mieloide. La prima colpisce i linfociti, cellule implicate nella regolazione della risposta immunitaria; la seconda invece, colpisce le altre cellule del sangue come globuli rossi e globuli bianchi (linfociti esclusi) e i megacariociti, cellule che nel midollo sono deputate alla produzione di piastrine.

Entrambe possono presentarsi in forma acuta o cronica in base alla rapidità di insorgenza e progressione, e in base al tipo di cellula coinvolta (le forme croniche coinvolgono cellule più mature rispetto alle forme acute).

3. Quali sono le cause?

Ancora non vi sono delle cause certe. Probabilmente l’insorgenza di tale malattia è dovuta a un insieme di fattori che possono essere di natura virale, chimica e genetica. Sembra esserci un rischio aumentato in patologie quali l’anemia di Fanconi, la sindrome di Down e la sindrome di Bloom. Tra i fattori predisponenti invece riconosciamo l’esposizione a radiazioni e a chemioterapici.

4. Quando sospettare una leucemia?

La sintomatologia è piuttosto soggettiva e il quadro clinico può essere più o meno sfumato in base alla tempestività della diagnosi e al tipo di leucemia. Affaticamento profondo, pallore cutaneo, febbre e infezioni frequenti, lividi che compaiono senza traumi sono tra i sintomi più frequenti.

L’esame del sangue e del midollo confermerà poi la presenza di blasti.

5. Qual è la cura?

Diverse sono le strategie terapeutiche oggi a disposizione. Ruolo fondamentale, come per le altre forme tumorali ha la polichemioterapia. Un altro degli approcci terapeutici è il trapianto cellule staminali emopoietiche che si effettua in casi selezionati sulla base dell’aggressività della malattia.