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A cura di Elena Bozzola*, Davide Vecchio*, Cinthia Caruso**

*Consigliere Nazionale SIP, **Responsabile sito web SIP

 

Il bambino ha la febbre. Ma cosa si intende per febbre?

Con il termine febbre si intende l’aumento della temperatura corporea al di sopra dei 38 °C, rilevata a livello ascellare o inguinale.

Qual è il miglior modo per misurare la febbre?

E’ preferibile misurare la temperatura corporea utilizzando un termometro di tipo digitale in condizioni di riposo e a livello ascellare. Inoltre è importante sapere che la temperatura corporea non è uguale durante tutta la giornata ma aumenta fisiologicamente in alcune circostanze: dopo i pasti, dopo aver praticato sport e la sera.

La febbre, anche nel bambino più piccolo, può essere misurata in modo semplice e non invasivo.

In caso di febbre, quali consigli?

Innanzitutto consigliamo di mettere a riposo il bambino, non necessariamente a letto, ma in qualunque posto confortevole della casa.

Sono da evitare i “rimedi della nonna, come  le spugnature con aceto e la borsa d’acqua fredda sulla fronte. Eventualmente, è possibile effettuare spugnature con acqua tiepida per dare al bambino una sensazione di benessere.

E’ importante inoltre assicurarsi che il bambino beva abbastanza così da soddisfare le aumentate richieste di liquidi.

In caso di febbre, quali farmaci utilizzare?

I farmaci antipiretici devono essere usati solo quando la febbre si associa a malessere generale, seguendo rigorosamente le indicazioni del proprio pediatra curante per quel che riguarda la posologia e la durata del trattamento . I farmaci consigliati in corso di febbre, il paracetamolo e l’ibuprofene, non vanno usati combinati/alternati. Inoltre è preferibile la somministrazione per bocca. Solo in caso di vomito è utile la  supposta.

E’ importante che i genitori sappiano quando e come somministrare farmaci antipiretici al proprio bambino così da evitare la “fever-phobia” e l’utilizzo di farmaci non appropriati.

Convulsioni in corso di febbre: cosa sono?

Le convulsioni febbrili semplici sono eventi critici occasionali che si possono verificare  in presenza di una temperatura corporea di 38°C o superiore. Si verificano di solito nei bambini più piccoli, di età compresa tra 1 e 5 anni.

Sono difficili da spiegare ad un genitore, ma sicuramente non passano inosservate!

Si caratterizzano per presenza di:

  • - febbre
  • - perdita di coscienza
  • - movimenti ripetuti e ritmici delle braccia e/o delle gambe
  • - irrigidimento della muscolatura.

Possono presentarsi inoltre anche con sguardo fisso e con rotazione verso l’alto degli occhi.

Sono, inoltre, sempre seguite da un periodo “postcritico”, ovvero  da uno stato di sonnolenza del bambino.

 

Febbre e convulsione: i falsi miti

La febbre alta spesso fa paura ai genitori. Tra i falsi miti da sfatare, questi i più comuni sono:

Se il bambino ha la febbre alta vuol dire che è a rischio di convulsione FALSO!

Spesso si ritiene che tanto più è alta la febbre, tanto maggiore è  il rischio di convulsione. Ma non vi è una correlazione diretta tra livello di temperatura corporea e probabilità di convulsione.

Chi ha le convulsioni in corso di febbre è a rischio a meningite FALSO!

Le convulsioni febbrili sono il disturbo neurologico più frequente tra i bambini piccoli.

Se il bambino ha le convulsioni in corso di febbre significa che ha l’epilessia FALSO!

Convulsioni febbrili ed epilessia sono due problemi molto diversi. Di solito la convulsione semplice si risolve spontaneamente e non richiede né ricovero ospedaliero né esami. Viceversa, l’epilessia si caratterizza per la presenza di più crisi convulsive, di solito senza febbre. In questo caso è importante effettuare degli esami neurologici accurati.

 

Cosa fare in caso di convulsione febbrile?

Il tempo di una crisi convulsiva per un genitore sembra infinito, ma spesso dura meno di un paio di minuti.
Ma cosa fare in quei “momenti interminabili”? Ecco le 5 regole da seguire:

  1. 1. mantenere la calma
  2. 2. mettere il bambino in posizione di sicurezza
  3. 3. liberarlo dai vestiti stretti; eliminare dalla bocca gli eventuali residui di cibo
  4. 4. se è il primo episodio, attivare i soccorsi
  5. 5. osservare il tipo e la durata della crisi.