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di Rocco Russo, Elena Bozzola (Tavolo Tecnico Vaccinazioni SIP)

Il 10 marzo 2018 è scaduto il termine per presentare i certificati di avvenuta vaccinazione per i bambini e i ragazzi di età 0-16 anni per l’ingresso a scuola. Cosa accade a chi non è in regola? Come fare per mettersi in regola?

Cosa accade a chi non è in regola?

I più piccoli, iscritti a nidi e materne, rischiano di rimanere a casa, fatta salva la loro riammissione non appena la loro posizione sarà regolarizzata. Cioè non appena avranno dimostrato di aver fatto tutti i vaccini.

I più grandi, che frequentano le scuole elementari, medie e superiori, in caso di mancata osservanza dell’obbligo continuano a frequentare la comunità scolastica, ma ai genitori verrà comminata una sanzione. Cioè riceveranno una multa (da 100 a 500 euro maggiorata in rapporto al numero di vaccinazioni omesse)

Cosa devono fare i genitori?

Innanzitutto i genitori devono far vaccinare i propri figli o dimostrare la presentazione di una formale richiesta di vaccinazione alla ASL territorialmente competente.

La situazione è la stessa in tutte le regioni?

Nelle regioni che hanno l’anagrafe vaccinale informatizzata i genitori non in regola riceveranno una comunicazione entro il 20 marzo dalla scuola. Entro 10 giorni dalla comunicazione, i genitori dovranno dimostrare di aver vaccinato i figli o di essere esonerati o di avere la prenotazione di un appuntamento con la ASL. Entro il 20 aprile 2018 i dirigenti scolastici manderanno alle ASL una comunicazione sulla situazione delle famiglie riguardo ai vaccini. Se ci saranno ancora genitori che non hanno adempiuto all'obbligo scatteranno procedure di richiamo e recupero. Nelle altre regioni spetta alle famiglie dimostrare di aver vaccinato i propri figli presentando la documentazione (o di provare la prenotazione presso la ASL), requisito per poter continuare a frequentare i nidi e le scuole d’infanzia.

Quali sono le vaccinazioni obbligatorie?

Attualmente la legge sull’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola prevede per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati, in base alle specifiche indicazioni del Calendario Vaccinale relativo a ciascuna coorte di nascita, le seguenti vaccinazioni:

  1. 1. obbligatorie “in via permanente”: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus Influenzae tipo b;
  2. 2. obbligatorie “sino a diversa successiva valutazione” quali le vaccinazioni: anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella0 (quest’ultima a partire dai bambini nati nel 2017).  Per una o più di queste ultime vaccinazioni il Ministero della Salute, sulla base della verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali eventualmente raggiunte, decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge, potrà disporre la cessazione della stessa obbligatorietà.

Chi sono i minori esonerati dall'obbligo vaccinale?

I soggetti che hanno già contratto la malattia infettiva prevenibile con la vaccinazione (documentata dagli esiti dell’analisi sierologica oppure presentando copia della notifica di malattia infettiva effettuata alla ASL dal medico curante) ed i soggetti che si trovano in particolari condizioni cliniche (opportunamente documentate dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di Libera Scelta) a causa delle quali è controindicata la vaccinazione.

E per chi ha già contratto la malattia infettiva?

Per i soggetti che hanno già avuto una delle malattie infettive, l’obbligo vaccinale potrà essere assolto, di norma e comunque nei limiti delle disponibilità del Servizio Sanitario Nazionale, con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l’antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione.

Dal momento che molti vaccini contro una singola malattia infettiva risultano essere difficilmente reperibili (alcuni addirittura non esistono), nel testo della stessa Legge, viene chiaramente e giustamente riportato che: “In ogni caso, effettuare una vaccinazione non comporta alcun rischio per un soggetto immunizzato, ma rafforza comunque le difese immunitarie e funziona come richiamo vaccinale”. E’ scientificamente dimostrato che non esiste alcun problema a vaccinarsi contro specifiche malattie infettive già contratte!

Come fare a dimostrare un'avvenuta immunizzazione successiva ad una specifica malattia infettiva?

L’avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, comprovata dalla notifica effettuata dal medico curante, ovvero dagli esiti dell’analisi sierologica, esonera dall’obbligo della relativa vaccinazione.

Cosa comporta la contestazione dell'ASL per l'inadempimento dell'obbligo?

I genitori/tutori/affidatari del minore si vedranno applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 500 euro, proporzionata alla gravità dell’inadempimento. Solo nell’ipotesi in cui i genitori o tutori incorrano successivamente nella violazione di un nuovo obbligo vaccinale, singolo o coniugato (ad es. ommettendo di sottoporre il minore a un vaccino previsto a un’età successiva) agli stessi sarà comminata una nuova sanzione. Tale sanzione riguarderà anche l’omissione dei richiami vaccinali.

Nel caso in cui gli stessi genitori/tutori/affidatari dovessero provvedere a far somministrare al minore il vaccino o la prima dose del ciclo vaccinale nel termine indicato dalla ASL nell’atto di contestazione (a condizione che completino il ciclo vaccinale nel rispetto delle tempistiche stabilite dalla ASL) non saranno più tenuti a pagare la suddetta sanzione.

Le disposizioni si applicano anche ai minori stranieri non accompagnati