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Pubblichiamo due brevi interviste al nuovo Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Paolo Biasci e al Presidente uscente Giampietro Chiamenti.

“Un caloroso saluto a Giampietro Chiamenti e le più vive congratulazioni a Paolo Biasci”, afferma Alberto Villani, Presidente SIP.

Biasci

Paolo Biasci
Presidente FIMP

Biasci: “Siamo pronti ad assumere e consolidare nuovi compiti”

Eseguire i vaccini negli studi pediatrici, intercettare precocemente i disturbi del neurosviluppo, prevenire l’obesità: tre importanti sfide per il pediatra di famiglia

Paolo Biasci è il nuovo Presidente Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). L'elezione è avvenuta durante il 44esimo Congresso sindacale nazionale della Federazione. Subentra a Giampietro Chiamenti, che ha guidato la FIMP dal 2014 ad oggi. Nato a Livorno nel 1955, dove svolge la professione di pediatra di libera scelta, Paolo Biasci si è laureato a Pisa e ha conseguito la specializzazione presso la Clinica Pediatrica di Pisa. E’ stato vicepresidente della Fimp e presidente della Fimp Toscana.

Dottor Biasci quale Pediatria di famiglia auspica per il futuro?

I pediatri di famiglia rappresentano ad oggi in Italia una parte fondamentale dell’assistenza a bambini ed adolescenti nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale e grazie a FIMP questa professione si è sviluppata: ha creato una specifica cultura, ha definito una organizzazione sul territorio ed ha identificato sue peculiarità professionali. Il futuro deve prevedere l’inserimento di giovani specialisti, opportunamente formati, che possano garantire la continuità di questo patrimonio professionale, come un passaggio di testimone verso il rilancio e l’ulteriore sviluppo dell’identità del Pediatra di Famiglia all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, equo, solidale e universale.  Un futuro quindi nel quale siamo pronti ad assumere ed a consolidare nuovi compiti specifici necessari a soddisfare le nuove esigenze che l’assistenza pediatrica richiede a chi deve aver cura in primis dei bambini in un rapporto fiduciario con le famiglie. Posso citare come validi esempi l’inserimento del Pediatra di Famiglia nel sistema vaccinale in modo complessivo, gli interventi organici di prevenzione particolarmente nei primi 1000 giorni di vita, l’individuazione precoce dei disturbi del neurosviluppo, lo sviluppo dell’assistenza al cronico con specifici bilanci di salute e PDTA e tra queste patologie l’obesità e l’asma.

Vuol dire che le vaccinazioni dovrebbero farle i pediatri di famiglia?

Credo che la vaccinazione di un bambino sia un atto professionale pediatrico e in un’ottica di modernizzazione e migliore organizzazione di un sistema che ha rivelato alcune difficoltà evidenti, debba essere ricondotto nell’ambito del rapporto fiduciario che lega il Pediatra di Famiglia alle famiglie. Questo è un passaggio importante per raggiungere maggiori livelli di copertura vaccinale e stabilizzare il risultato. Dal momento che la fase informativa e di comunicazione avviene negli studi pediatrici, eseguire i vaccini direttamente avrebbe come conseguenza una maggiore adesione alle vaccinazioni. Se al contrario, come accade ora, i genitori vengono indirizzati altrove e la vaccinazione differita ad un altro momento, in certi casi anche a distanza di mesi, c’è il rischio che si creino le condizioni per una mancata adesione ai tempi ed alla somministrazione dei vaccini. In Toscana questo modello organizzativo vaccinale è già realtà e riscontra quotidianamente il gradimento da parte delle famiglie e il conforto dei risultati.

Prima ha parlato della necessità di riaffermare il ruolo dei PDF all’interno del SSN con riguardo agli aspetti della prevenzione. Oltre alle vaccinazioni a quali altri ambiti di prevenzione faceva riferimento?

Mi riferivo soprattutto ai Bilanci di Salute che eseguiamo già da circa 20 anni nell’ambito del Progetto Salute-Infanzia. Dobbiamo rimodularli includendo anche quelle attività che permetteranno di riconoscere in anticipo segni di sospetto di malattie importanti come i disturbi del neurosviluppo (ad esempio ASD e ADHD ecc.) che necessitano di una diagnosi precoce, come già avviene per i disturbi neuro-sensoriali. Il nostro ruolo deve essere quello di intercettare i piccoli segnali premonitori e quindi inviare il bambino allo specialista di ambito per un approfondimento diagnostico. Nelle realtà locali in cui questo già avviene le diagnosi precoci sono aumentate. Un altro punto è l’obesità.  Rilevare che un bambino ha un eccesso ponderale è semplice, ma noi dobbiamo anche riuscire a intercettare i segnali di rischio metabolico o altre complicanze dell’obesità e contestualmente lavorare sulla cultura della prevenzione e della promozione dei corretti stili di vita.

I pediatri di famiglia sono preparati a questi compiti?

La formazione è sempre un aspetto importante quando si devono sviluppare nuove competenze, modificare gli atteggiamenti professionali, aver cura di nuove esigenze assistenziali. La FIMP ha sempre avuto grande attenzione per la formazione del Pediatra di Famiglia, anche cercando di sensibilizzare e sollecitare l’Università a prevedere specifici percorsi formativi all’interno delle scuole di specializzazione che dovrebbero prevedere una adeguata formazione con la frequenza obbligatoria degli studi dei Pediatri di Famiglia, al fine di acquisire le competenze specifiche di questa professione. Oltre alla formazione dei Pediatri di Famiglia del futuro siamo particolarmente attenti alla formazione professionale continua delle migliaia di Pediatri di Famiglia che sono in attività e che deve essere sempre meno basata su “curricula” di stampo universitario e più centrata sui compiti professionali specifici della nostra attività quotidiana.

Chiamenti

Giampietro Chiamenti
Past President FIMP

Giampietro Chiamenti: lascio una FIMP più stabile e più visibile

Giampietro Chiamenti ha guidato l a Federazione Medici Pediatri (FIMP) dal 2014 ad oggi , è stato in passato segretario regionale della FIMP Veneto (dal 1985 al 2014),past presidente Sip Veneto e co-fondatore di diverse associazioni in ambito pediatrico.

Quale Pediatria di famiglia lascia?

Il bilancio è molto positivo. Ho ereditato una situazione complicata sul fronte degli equilibri interni e dopo quattro anni lascio una FIMP più stabile, come conferma il risultato elettorale di Paolo Biasci (eletto con oltre il 74% dei voti) che ricopriva la carica di vicepresidente nella squadra da me guidata in questi anni. Un voto che va letto come una conferma del gradimento del mio e del nostro operato. altro positivo risultato è stato quello di accreditare all’esterno un visione della FIMP diversa dal passato. Oggi la nostra Federazione è accreditata a tutti i livelli come la principale espressione della Pediatria di famiglia e non a caso siamo entrati a pieno titolo nell’Osservatorio nazionale infanzia. Sono soddisfatto di tutte le iniziative realizzate con i ministeri , non ultimo l’aver contribuito a realizzare il Documento programmatico per l’età pediatrica ad egida del Ministero della salute ed approvato in Conferenza Stato Regioni a fine 2017, ma anche il lavoro sui primi 1000 giorni con il Ministero della Salute e l ’esperienza “02” con l’Istituto Superiore di Sanità, oltre  una miriade di altri interventi su vari settori. In questi anni la nostra presenza è stata costante e progressiva a 360 gradi, anche sul piano social e con una particolare attenzione ai migranti e alle malattie rare, che oltre all’assistenza implicano anche “il prendersi cura”. L'importanza della FIMP, quindi, si è accresciuta in vari contesti e questo per merito di un buon lavoro di squadra che ha saputo valorizzare molti pediatri di famiglia, con competenze integrate, a cui devo un ringraziamento collettivo. Infine lascio un regalo alle famiglie italiane: finalmente l'abolizione per legge di qualsiasi forma di certificazione per la pratica di attività motoria sotto i 6 anni di età.

Nessun rammarico?

Il mio più grande rammarico è che il tentativo iniziato con la FIARPED di creare un’area pediatrica comune sia fallito, almeno per la FIMP. La ritengo un’occasione mancata e spero che in futuro si possa recuperare.
L’ altro rammarico è quello di non essere riuscito a condurre con maggiore determinazione la battaglia per l’aumento delle borse di studio per gli specializzandi, ma il risultato finale non è dipeso da noi ma dal MIUR e soprattutto dal Ministero dell’Economia. Poiché questo è un tema cruciale che riguarda tutta la Pediatria auspico un impegno comune di tutti per questo obiettivo.

Se dovesse dare un consiglio al suo successore cosa gli direbbe?

Non ho molto da suggerire al mio successore perché il suo programma è l'espressione della continuità di intenti nel contesto di una squadra che non dubito saprà guidare con le capacità dimostrate durante il mio mandato. L’unica cosa che posso suggerirgli è di continuare a portare avanti il consolidamento della FIMP nel contesto istituzionale e sociale valorizzando il pediatra di famiglia e tutelando la popolazione infantile italiana. Fra i temi prioritari metterei cronicità, vaccinazioni, nutrizione, neurosviluppo ed un buon rinnovo contrattuale.