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Barberi

Salvatore Barberi

Specialista in Pediatria, Responsabile Ambulatori e Day Hospital Casa Pediatrica ASST Fatebenefratelli-Sacco Milano

Cosa è la rinite allergica?

La rinite allergica è una patologia molto comune che si manifesta in seguito all'esposizione di un soggetto ad un determinato allergene verso cui risulta essere sensibilizzato. Sebbene la patogenesi sia multifattoriale, uno degli elementi determinanti è la familiarità positiva per patologie allergiche IgE-mediate, soprattutto in linea materna. La prevalenza di tale condizione non è di facile definizione, in quanto spesso i sintomi che la caratterizzano vengono sottostimati, ma studi epidemiologici dimostrano che risulta in continuo aumento soprattutto nella fascia d'età scolare e adolescenziale.

Quali sono i sintomi?

I sintomi caratteristici della rinite allergica sono: secrezione nasale limpida (rinorrea sierosa), starnuti ripetuti, e soprattutto prurito nasale che, in associazione all'ostruzione nasale, spinge il bambino a toccarsi il naso molto frequentemente durante la giornata (cosiddetto “saluto allergico”). Inoltre, spesso la rinite si associa anche a sintomi oculari quali prurito, lacrimazione e arrossamento, andando a definire la cosiddetta rinocongiuntivite o oculorinite allergica.

Quali sono i principali allergeni?

Acari della polvere, pollini (graminacee, betullacee, olivo, parietaria), alternaria (muffa), epitelio di cane e gatto: i principali allergeni incriminati. In passato, la rinite allergica veniva classificata in “perenne” e “stagionale” in base all'allergene responsabile, ma più recentemente si preferisce distinguere in “forme intermittenti” (meno di 4 giorni a settimana o meno di 4 settimane) e “forme persistenti” (di durata maggiore alle precedenti). Questa distinzione permette di capire come, soprattutto nelle forme persistenti, la rinite possa avere impatto sulla qualità di vita del bambino che si trova quotidianamente ad essere disturbato nelle sue attività scolastiche e ludico-ricreative a causa dei suoi disturbi rinitici.

Come si fa la diagnosi?

Di fronte ad un bambino che presenti sintomi acuti di rinite, la prima diagnosi da sospettare è quella di rinite infettiva (virale o batterica in base alle caratteristiche delle secrezioni nasali). Nel caso in cui i sintomi perdurino nel tempo, è opportuno eseguire uno screening allergologico avvalendosi degli skin prick test per allergeni inalanti, strumento diagnostico di facile esecuzione e di elevata sensibilità.

Quali sono le terapie?

Una volta confermata la diagnosi, la terapia si basa su rimedi ambientali e farmacologici.

In particolare, soprattutto nel caso di allergeni indoor (es. acari) è possibile migliorare la clinica del piccolo paziente con una adeguata profilassi ambientale (rimozione di peluche e tappeti, utilizzo di presidi quali copricuscino e coprimaterasso antiacaro).

Dal punto di vista farmacologico, la terapia di riferimento è costituita dagli antistaminici anti-H1 di seconda generazione, da assumere per via orale.

Nelle forme rinitiche più squisitamente ostruttive, un valido aiuto viene fornito dall'utilizzo di cortisonici topici (spray nasale), da applicare dopo adeguata detersione delle cavità nasali mediante lavaggi nasali.

Nelle forme resistenti alle terapie convenzionali, soprattutto nei soggetti monosensibili o oligosensibili, è possibile eseguire l'immunoterapia specifica che, mediante l'esposizione costante a minime quantità di allergene, ha lo scopo di ridurre progressivamente la sensibilizzazione del soggetto nei confronti dell'allergene stesso.

Cosa devono fare i genitori?

Il consiglio per i genitori dei piccoli pazienti è di prestare attenzione ai sintomi e rivolgersi al proprio Pediatra
Infatti, una precoce diagnosi ed una corretta terapia sono l’unico strumento che possa curare questa patologia nonché prevenirne l’evoluzione verso forme respiratorie più gravi.