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Dott.ssa Ester Del Tufo

Specializzanda di Pediatria, Univerisità di Pisa

Prof. Diego Peroni

Ordinario di Pediatria, Università di Pisa, Consigliere nazionale SIP

1. I sintomi oculari spesso si associano a rinite - Vero

Molto spesso in pazienti che presentano congiuntivite allergica coesistono sintomi associati a rinite, quali prurito nasale, starnutazioni, rinorrea acquosa e sensazione di naso chiuso. Data la stretta associazione tra i due organi interessati, si preferisce parlare di “rinocongiuntivite allergica”.

2. La congiuntivite allergica si manifesta solo in primavera -Falso

La congiuntivite allergica si distingue in stagionale e perenne. La forma stagionale è scatenata dai pollini prodotti da alberi, erbe e piante infestanti. I sintomi compaiono durante il periodo primaverile, che è caratterizzato dalla più alta concentrazione di pollini nell’ambiente. Tuttavia la fioritura delle piante, che determina la presenza dei pollini nell’atmosfera, è influenzata da fattori climatici (umidità, freddo, intensità delle piogge) e pertanto varia da regione a regione.
La forma perenne è scatenata invece da allergeni presenti tutto l’anno, come acari della polvere, peli di animali e muffe presenti negli ambienti domestici e lavorativi.

3. La rinocongiuntivite peggiora l’asma - Vero

La rinocongiuntivite allergica è un fattore di rischio per l’esordio della patologia asmatica e, successivamente, ne costituisce uno dei principali fattori aggravanti. Esiste infatti una stretta relazione tra vie aeree superiori ed inferiori, che dovrebbero essere considerate un'unica entità. Lo stato di infiammazione è comune nei due distretti, sostenendosi e amplificandosi a vicenda. Il trattamento della rinocongiuntivite allergica determina un contemporaneo miglioramento della sintomatologia asmatica.

4. La diagnosi si avvale dei test allergologici - Vero

Dopo una puntuale descrizione dei sintomi e del riscontro dei segni clinici durante la visita, la diagnosi si completa con i test allergologici (Skin Prick Test e/o la ricerca di IgE specifiche nel siero). Se anamnesi e clinica concordano con le positività dei test cutanei, la diagnostica allergologica si considera esauriente e completa. Nel caso invece di discordanza tra anamnesi e test cutanei o in presenza di dermatite atopica estesa o assunzione di antistaminici ci si avvale della ricerca delle IgE specifiche su siero.

5. La terapia prevede l’utilizzo di soli colliri antistaminici - Falso

La terapia primaria consiste nell’evitare il contatto con gli allergeni: nel caso di allergie ai pollini si consiglia di evitare gite in campagna, di dormire con finestre aperte e di trovarsi in prati in fioritura durante giornate molto ventose. Nel caso di allergie perenni, invece, si consiglia di utilizzare coprimaterassi e copricuscini antiacaro, di eliminare tutte le possibili fonti di polvere e, laddove possibile, ridurre al minimo i contatti con gli animali verso cui si è sensibilizzati. A queste indicazioni va aggiunta la terapia con antistaminici topici (prima scelta) eventualmente associati ad antistaminici assunti per via orale. Nella fase acuta della sintomatologia può risultare utile l’applicazione di garze fredde sulle palpebre. Data la stretta associazione con i sintomi rinitici, l’utilizzo di corticosteroidi topici nasali è molto efficace nel controllo della sintomatologia.

6. I decongestionanti e i cortisonici topici non possono essere mai utilizzati - Falso

Sebbene abbiano una minor efficacia e una maggior rischio di effetti collaterali, i decongestionanti e i cortisonici topici possono essere utilizzati nel controllo dei sintomi della congiuntivite. I decongestionanti, da usare sopra i 12 anni di età, riducono l’eritema, la congestione vascolare e l’edema palpebrale ma non riducono la risposta allergica. Gli effetti avversi legati all’uso cronico sono bruciore, dolore oculare e congiuntivite medicamentosa. L’utilizzo di corticosteroidi topici invece allevia i sintomi legati alla risposta allergica, tuttavia provocano aumento della pressione intraoculare, pertanto vanno utilizzati solo sotto stretto controllo di uno specialista oftalmologo.

7. L’immunoterapia specifica (ITS) è efficace nelle rinocongiuntiviti allergiche - Vero

L’immunoterapia specifica è l’unica opzione terapeutica in grado di modificare la storia naturale della patologia. Consiste nella somministrazione per via sottocutanea o sublinguale di dosi crescenti di allergene verso cui il paziente risulta essere sensibilizzato. È indicata nel caso di congiuntiviti e riniti allergiche moderate-severe e che rispondono poco alla terapia farmacologica.