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Dott.ssa Valentina Fainardi

Dip. di Medicina Clinica e Sperimentale Università di Parma

Che cosa è la bronchite asmatica?

La bronchite asmatica viene spesso chiamata “wheezing”, parola inglese che descrive il respiro sibilante (tipicamente espiratorio) che si verifica quando le vie respiratorie si restringono in corso di broncospasmo. Il broncospasmo riduce il calibro delle vie aeree con conseguente ridotto passaggio di aria.

Quanto è diffusa?

La bronchite asmatica è piuttosto frequente nell’infanzia (a causa delle ridotte dimensioni delle vie aeree del bambino piccolo) e riguarda infatti circa 1 bambino su 3 prima dei 5-6 anni di età. Questo non significa necessariamente che persisterà nel tempo, infatti solo il 30% circa di questi bambini svilupperà poi asma in età successiva.

Come posso riconoscerla?

Il bambino con wheezing o bronchite asmatica solitamente ha tosse, respira più velocemente del solito (aumenta la frequenza respiratoria), emette un fischietto sibilante durante l’espirazione e può lamentare senso di costrizione al torace.
Tuttavia la diagnosi di bronchite asmatica viene frequentemente fatta dal pediatra che riscontra la presenza di sibili all’auscultazione del torace.

Quali sono le cause?

Durante i primi anni di vita la causa prevalente di bronchite asmatica è un’infezione virale respiratoria che provoca infiammazione delle vie aeree con rigonfiamento delle mucose e aumento delle secrezioni bronchiali. Un bambino che ha già avuto bronchite asmatica può quindi ripresentarla alla successiva infezione respiratoria. Per tale motivo la bronchite asmatica prescolare è più frequente durante il periodo invernale.
Ci sono poi alcuni bambini (più comunemente coloro che hanno familiarità per asma o allergie) che presentano bronchite asmatica anche in condizioni di benessere per esempio quando praticano attività fisica, ridono, piangono o quando entrano in contatto con l’aria fredda o sostanze irritanti come il fumo.

Quali sono le terapie?

Il principale farmaco utilizzato in corso di bronchite asmatica (e quindi per la terapia dell’attacco acuto) è il broncodilatatore Salbutamolo. Questo agisce in maniera molto rapida dilatando le vie aeree e permettendo all’aria di passare più facilmente. Può essere assunto per via aerosolica con la soluzione fisiologica o con lo spray predosato (i cosiddetti puff) e il distanziatore. Alla terapia con Salbutamolo si può associare un cortisonico inalatorio.  Quest’ultimo può essere somministrato quando gli episodi di wheezing sono molto frequenti, anche come terapia quotidiana per un tempo più lungo.

La terapia non farmacologica più importante è evitare l’esposizione al fumo passivo.

Quando mi devo preoccupare?

Se il bambino presenta difficoltà respiratoria ingravescente (frequenza respiratoria aumentata, tosse insistente) nonostante la terapia con Salbutamolo e/o presenta altri sintomi associati come difficoltà a parlare, febbre alta o difficoltà ad alimentarsi è necessaria al più presto una visita medica.