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Dott.ssa Carolina D'Anna

Pediatra pronto soccorso astanteria, Aorn Santobono Pausilipon Napoli

Negli ultimi anni si assiste sempre di più al sovraffollamento dei Pronto Soccorso legato, tra l’altro, all’aumento degli accessi impropri soprattutto in ambito pediatrico. I motivi sono molteplici e le conseguenze preoccupanti. Il sovraffollamento, infatti, distoglie un numero elevato di risorse e, soprattutto, distrae gli operatori da quella che è la attività istituzionale: dedicarsi ai casi gravi che mettono a repentaglio la vita dei pazienti. Senza considerare il fatto che le sale di attesa di luoghi affollati, come quelli del P.S., potrebbero essere una importante fonte di contagio di patologie infettive anche gravi!

Ecco cinque cose da chiedersi per sapere quando bisogna davvero andare al Pronto Soccorso.

1. Il mio piccolo ha la febbre alta, cosa fare? Quando recarsi in Pronto soccorso?

La febbre è un sintomo presente in molte patologie e desta molta preoccupazione nei genitori, talora immotivatamente. Bisogna tenere presente che la febbre è un meccanismo fisiologico dell’organismo e serve per aiutare a combattere i microrganismi che la causano.
Se il bambino tollera bene la febbre e non ha sintomi particolarmente evidenti, niente panico! Si può iniziare a somministrare un comune antipiretico. Ovviamente va informato il pediatra di fiducia che stabilirà la necessità di un eventuale controllo clinico.

E’ necessario ricorrere al PS in tempi rapidi in questi casi:

- bambino con età inferiore a tre mesi ed impossibilità di farlo visitare in tempi brevi dal curante

- bambino con età superiore a tre mesi che presenta sintomi di malessere evidente (grave disidratazione, scarsa reattività o condizioni generali compromesse, problemi respiratori associati, ecc).

2. Questa tosse mi preoccupa...Dovrò rivolgermi al PS?

La tosse è un sintomo molto frequente in età pediatrica e, nella maggior parte dei casi, necessita soltanto di un controllo del pediatra di fiducia. Infatti, come per la febbre, la tosse è un meccanismo di difesa dell’organismo che serve ad allontanare dalle vie respiratorie muchi e germi nocivi. Non è necessario sedarla a tutti i costi e, nel bambino piccolo, bisogna evitare di somministrare farmaci mucolitici.

E’ sicuramente necessario ricorrere al PS nelle seguenti condizioni:

- tosse associata a segni di allarme quali aumento della frequenza respiratoria (variabile in base all’età) comparsa di dispnea (rientramenti sottocostali o al giugulo o alitamento delle pinne nasali) incapacità ad idratarsi ed ad alimentarsi(soprattutto nei pazienti piu piccoli)

- tosse abbaiante associata a febbre alta, dispnea e scialorrea

3. Il piccolo con mal di pancia…Quando preoccuparsi?

Nel lattante le colichette sono una condizione assolutamente benigna e autolimitante, pertanto non bisogna recarsi in PS per questo fastidio. Se però il mal di pancia non sembra legato alle coliche, è importante consultare il Pediatra.
Anche nel bambino più grande le coliche addominali sono uno dei sintomi che maggiormente viene lamentato. Ovviamente nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi funzionali in relazione con la irregolarità dell’alvo (stitichezza e/o diarrea) o con l’alimentazione. Il Pediatra di fiducia sicuramente saprà dare dei consigli per alleviare il dolore. Un dolore addominale necessita di essere valutato tempestivamente in ospedale quando:

- è persistente e non tende a recedere con la somministrazione di un normale analgesico;

- è accompagnato da feci muco-sanguinolente;

- è associato a vomito incoercibile;

- è concomitante la presenza di alvo chiuso a gas e feci

- è associato a uno stato di malessere importante del bambino.

4. Il bambino con vomito e diarrea deve sempre essere valutato in ospedale?

Nel lattante o nel  bambino molto piccolo la presenza contemporanea di vomito incoercibile e di diarrea può portare ad una rapida perdita di liquidi. Questo può essere dannoso per il paziente che va controllato in breve tempo. Soprattutto se il bambino appare “abbattuto” deve essere portato in ospedale così da controllare il suo stato di idratazione.
Nel bambino più grande, si può tentare la reidratazione orale. La somministrazione delle comuni soluzioni glucosaline spesso è sufficiente a ripristinare le perdite di liquidi. È importante però ricorrere al PS se il bambino non riesce ad a tollerare i liquidi per bocca o se le sue condizioni generali appaiono compromesse (sonnolenza, astenia, etc).

5. Qual è il mal d’orecchio che devo far controllare immediatamente?

L’otalgia (mal d’orecchio) è una condizione fastidiosa che spesso porta i genitori a recarsi in Ospedale. Nel bambino raffreddato è quanto mai frequente una concomitante sensazione fastidiosa all’orecchio. Generalmente la pulizia del naso e la somministrazione di normali antidolorifici è sufficiente a risolvere il problema.
L’accesso in ospedale andrebbe è consigliato sicuramente ai bambini con otorragia (fuoriuscita di sangue dall’orecchio) o a quelli con otorrea (fuoriuscita di muco-pus) soprattutto se presentano dei sintomi associati (limitazione movimenti del collo, febbre alta o meningismo) o fattori di rischio (immunodepressi o molto piccoli).