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L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha presentato a Palazzo Madama la relazione annuale al Parlamento. L’Autorità, grazie all’attività di ascolto svolta, si è fatta “messaggera” delle voci e delle esigenze dei ragazzi ristretti in istituti di pena, dei figli dei genitori separati, dei ragazzi fuori famiglia, dei minori stranieri non accompagnati, dei giovani coinvolti in atti di bullismo e alle prese con il web.

La Garante Albano ha evidenziato alcuni temi su cui richiamare l’attenzione delle istituzioni e del mondo degli adulti.

Dieci le criticità segnalate, accompagnate da altrettante proposte.

1. Affrontare l’emergenza educativa e introdurre la mediazione come materia scolastica.

2. Attivare una regia contro le povertà minorili che crescono.

3. Definire livelli essenziali delle prestazioni dei diritti civili e sociali uniformi in tutta Italia.

4. Prevenire e contrastare le violenze sui minorenni.

5. Nominare quanto prima i tutori volontari e distribuire uniformemente sul territorio i minori stranieri non accompagnati.

6. Garantire diritti e affetti ai ragazzi fuori dalla famiglia di origine.

7. Aiutare i figli di genitori separati: la risorsa dei “Gruppi di parola”.

8. Affrontare i problemi legati alla salute mentale degli adolescenti.

9. Introdurre in Italia un ordinamento penitenziario minorile.

10. L’Autorità va ascoltata su atti e sulla formazione delle leggi in materia di infanzia e adolescenza.

La titolare dell’Autorità garante ha posto l’accento sull’attività di ascolto “istituzionale” svolta. “Non si tratta dell’ascolto dell’amico o del familiare – spiega – né dell’ascolto di un professionista. Si tratta di intercettare le richieste e i bisogni di bambini e ragazzi, tradurli in diritti e individuare le modalità per renderli esigibili, portando le istanze delle persone di minore età davanti alle istituzioni”.

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