Facebook
Twitter
LINKEDIN
Whatsapp

“Coperture aumentate dal 3 al 10% con legge su obbligo vaccinale. Errore abolirlo, va integrato per tutelare bimbi che non possono essere vaccinati.”

Le proposte della SIP: istituire registro per soggetti danneggiati da malattie infettive prevenibili da vaccino; educazione sanitaria a partire dalla scuola materna, obbligo vaccino per operatori sanitari.  

Non abolire la legge sull’obbligo vaccinale, grazie alla quale in pochi mesi si è assistito ad un aumento delle coperture dal 3 al 10% per 10 vaccinazioni (antidifterite-tetano-pertosse-polio-epatite B-emofilo influenzale B e anti-morbillo-rosolia-parotite-varicella), ma integrarla con provvedimenti volti a tutelare i soggetti più fragili che per varie ragioni non possono essere vaccinati e con la diffusione di programmi di alfabetizzazione sanitaria a partire dalla scuola materna.

Ad affermarlo il Presidente della Società Italiana Alberto Villani nel corso dell’Audizione che si è tenuta questa mattina in Commissione Igiene e Sanità del Senato.

Il Presidente della SIP a proposito della legge sull’obbligo ha ricordato che non è mai accaduto in precedenza che in tempi così rapidi un provvedimento legislativo abbia inciso in maniera così determinante, quantificabile ed efficace in tema di sanità pubblica. “Provvedimento nato dalla necessità – ha ricordato - di tentare di arginare una situazione epidemiologica pericolosa per la salute pubblica che ha determinato, numeri alla mano, oltre 5.000 casi di morbillo nel 2017 e oltre 2.700 dall’inizio del 2018. E purtroppo, incredibilmente in un Paese come l’Italia in questi tempi, 6 decessi nel 2017 e 3 nel 2018. Non quindi un morto ogni 1.000-10.000 casi di morbillo come riportato nelle statistiche degli anni scorsi, ma 1 morto ogni 700-800 casi di morbillo”.

Da qui la richiesta dei pediatri italiani di non vanificare i risultati ottenuti con l’obbligo attraverso provvedimenti che non garantirebbero la stessa efficacia e che creerebbero ulteriore disorientamento e diffidenza nelle Istituzioni.

Le proposte della SIP

Secondo la SIP la legge sull’obbligo dovrebbe essere integrata con previsioni ad hoc che tutelino:

1) I bambini che non possono essere vaccinati in quanto i loro genitori sono contrari alle vaccinazioni, prevedendo percorsi di alfabetizzazione sanitaria a carico del SSN.

2) I bambini e tutti i soggetti affetti da patologie o fragilità che presentano maggiori rischi in caso di esposizione a malattie infettive. A questi bambini va garantita la migliore qualità della vita e la frequenza in sicurezza della scuola e di tutti gli ambienti comunitari. No a identificarli e “marchiarli” in violazione della loro privacy. Poter stare nel proprio ambiente è parte del processo di cura.

3) Tutti i soggetti con danni da malattia infettiva prevenibile con vaccinazione e le famiglie di coloro che in seguito a queste malattie sono deceduti. Sarebbe opportuna e doverosa l’istituzione di un elenco di tutti i soggetti deceduti in seguito a malattia infettiva prevenibile da vaccinazioni con normative in favore delle famiglie e l’istituzione di un elenco di tutti i soggetti con esiti più o meno gravi da malattie infettive prevenibili da vaccino con concreto sostegno alle cure e all’assistenza di questi sfortunati pazienti;

4) Tutti i soggetti in cui è stato dichiarato un nesso di casualità tra vaccinazione e disabilità ai quali offrire, presso qualificati e riconosciuti centri del SSN, la possibilità, con le conoscenze e le tecnologie oggi disponibili, di ottenere una diagnosi (centri di malattie rare e/o non diagnosticate).

La Società Italiana di Pediatria ritiene fondamentale e urgente introdurre il regolare insegnamento dell’educazione sanitaria a partire dalla scuola materna e fino al conseguimento del diploma di scuola media superiore e la diffusione di programmi di alfabetizzazione sanitaria frutto dell’interazione tra Ministero della Salute e MIUR, attraverso tutti i mezzi di informazione e del web. La Società Italiana di Pediatria auspica una normativa per l’obbligo vaccinale in tutti gli operatori sanitari.