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Dott.ssa Costanza Paramithiotti

Clinica Pediatrica, Ospedale San Paolo, ASST Santi Paolo e Carlo, Milano

Dottor Roberto Romano

Clinica Pediatrica, Ospedale San Paolo, ASST Santi Paolo e Carlo, Milano

Che cos’è?

È una patologia virale che colpisce il fegato e che può causare una malattia acuta e cronica. La patologia cronica mette le persone affette a rischio di cirrosi e epatocarcinoma.

Come si trasmette?

Si trasmette tramite il contatto con il sangue o altri fluidi biologici di una persona infetta. Il virus (HBV) è in grado di resistere nell’ambiente esterno. Per tale motivo anche il contatto con oggetti contaminati (spazzolini da denti, rasoi, forbici) con cute lesa o mucose può causare l’infezione.
Nella maggior parte dei casi nei bambini la trasmissione avviene da madre infetta durante il parto.

Quali sono i sintomi?

Nei bambini l’infezione è, nella maggior parte dei casi, asintomatica. In una minoranza dei casi nelle fasi iniziali possono esserci sintomi aspecifici come dolori articolari (soprattutto delle grandi articolazioni), dolori muscolari, mal di testa, esantema. La febbre è una manifestazione clinica rara.

Quali le complicazioni?

L’infezione acuta da HBV può evolvere verso un’infezione cronica che predispone in età adulta allo sviluppo di cirrosi epatica e epatocarcinoma. Il rischio di cronicizzazione è dipendente dall’età, essendo più alto quando l’infezione è contratta in età neonatale e pediatrica.

Qual è la terapia?

Nei bambini si tende a monitorare nel tempo l’evoluzione clinica. Fanno eccezione casi più gravi in cui l’espressione clinica della malattia è più severa e richiede una terapia farmacologica.

Quali sono i test da fare per la diagnosi?

La diagnosi è molto difficile solo sulla base dei sintomi/segni clinici. Un prelievo di sangue permette di fare la diagnosi, di capire in quale fase della malattia si trova il paziente e il grado si severità.

È necessario il ricovero?

Il ricovero non è raccomandato se le condizioni cliniche del bambino sono buone. Sono necessari controlli in regime ambulatoriale o di day hospital.

Esiste un vaccino contro l’epatite B?

Sì, è un vaccino inattivato (contiene solo particelle virali) disponibile dal 1982. In Italia è diventato obbligatorio nel 1991. Attualmente è offerto dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale con la vaccinazione esavalente (insieme a tetano, difterite, polio, pertosse e Haemophilus influenzae), somministrato in 3 dosi nel il primo anno di vita. L’efficacia del vaccino è oltre il 95%. Si tratta di un vaccino sicuro. Si possono presentare problemi lievi come febbre (1/3 dei bambini), dolore, rossore e gonfiore nella sede di iniezione (1/5 dei casi). Tali sintomi si verificano in genere entro 48 ore dalla vaccinazione e si protraggono in genere per non più di 48 ore. Effetti collaterali gravi sono molto rari (meno di 1:1000000 di dosi). In rari casi (1-2 su 10.000) si possono avere convulsioni legate alla febbre alta.