Facebook
Twitter
LINKEDIN
Whatsapp

Dottor Piercarlo Solari

Pediatra Milano

Tratto da Conoscere per Crescere n.1 2019

Cosa è la tosse

La tosse è un atto riflesso attraverso cui l’organismo cerca di espellere i corpi estranei e le secrezioni bronchiali e dell’albero respiratorio. È dunque, prima di tutto, un meccanismo protettivo, che consente di “liberare” istantaneamente le vie aeree, in modo da impedirne l’ostruzione. La tosse, infatti, viene scatenata da uno stimolo che può essere di natura fisica, come per esempio un boccone di cibo, la saliva “andata di traverso”, il muco - in questo caso la tosse è complementare al normale sistema di drenaggio del muco, che viene continuamente prodotto ed eliminato - oppure di natura chimica, quale un componente irritante disperso nell’aria (fumo, solventi, vapori, essenze molto forti). A seconda, poi, della sede interessata si parla di una tosse “alta”, quando interessa la metà superiore delle vie aeree e soprattutto la zona laringea, e di una tosse “bassa” o di origine bronchiale. Un ulteriore criterio, applicato dal medico, è quello della durata: è detta acuta se non persiste oltre le 8 settimane, cronica se si protrae più a lungo. Come sarà poi a breve spiegato, la tosse può essere catarrosa oppure stizzosa. È dunque importante sottolineare che non stiamo affatto parlando di una malattia bensì di un sintomo che, a seconda delle situazioni, può essere spia di una condizione patologica. Attenzione, però: la rumorosità della tosse non deve impressionare né deve essere ritenuta proporzionale alla sua gravità. L’elemento che più conta è la respirazione e dunque l’ossigenazione del bambino, che si può rilevare semplicemente da un colorito cutaneo roseo.

Da cosa può dipendere?

Infezioni batteriche o virali, esposizione ad agenti irritanti e allergie sono le cause più comuni della tosse. Quando, però, per effetto di uno stimolo infiammatorio, aumenta la quantità di materiale prodotto dalle ghiandole mucose o si verifica un danno a carico delle ciglia che spingono il muco la tosse diventa continua e fastidiosa. Come poc’anzi accennato, si è soliti distinguere la tosse produttiva, caratterizzata dalla presenza di espettorato e legata per lo più a processi a carico di organi, come per esempio bronchi e polmoni, dalla tosse secca, dovuta spesso a infezioni faringo-tracheali o nasali associate a scolo retrofaringeo delle secrezioni. A questo si aggiunge che il freddo di solito fa peggiorare la tosse secca, altrettanto negativo è l’impatto dell’inquinamento atmosferico, sia sui bambini sia sugli individui affetti da bronchite cronica: le polveri sottili, in particolare, promuovono infiammazione delle mucose e aumento delle secrezioni.

Come affrontare la tosse

I genitori spesso vorrebbero eliminare la tosse e si preoccupano se questo obiettivo non viene raggiunto in tempi brevi. In realtà, però, va ricordato che la tosse “segue la sua causa” e va curata in base a quest’ultima, per cui l’obiettivo della terapia non è sopprimerla bensì assicurare al bambino il massimo benessere possibile. In presenza di catarro, perciò, è sbagliato ricorrere a un sedativo che ostacolerebbe l’espettorazione. È invece opportuno proporre acqua al bambino per compensare le perdite attraverso le secrezioni e consultare il pediatra al primo sospetto di infezione respiratoria in atto.

Come osservare il bambino che tossisce

Prima di preoccuparsi o pensare a una malattia, gli elementi da valutare sono:

      • - l’eventuale comparsa di febbre
      • - il comportamento l’appetito e la vivacità
      • - l’idratazione (pelle tonica, presenza di lacrimazione e salivazione, minzioni regolari)
      • - l’aspetto della cute
      • - l’eventuale impegno e difficoltà nella respirazione (turgore del collo, rientramenti intercostali)