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Smartphone e adolescenti. Un nuovo Position Statement della SIP rivolto a preadolescenti e adolescenti

L’86% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni usa smartphone quotidianamente e il 72% naviga su internet almeno una volta al giorno. Un uso non corretto dei media device può avere delle conseguenze sulla salute psicofisica. Troppe ore chini sullo schermo possono far perdere ore preziose di sonno, irritare gli occhi, provocare dolori al collo e alle spalle, rendere distratti e disattenti. Se l’anno scorso la SIP si era rivolta ai bambini fino ai 10 anni, quest’anno il nuovo Statement SIP riguarda invece i preadolescenti e gli adolescenti, in particolare la fascia di età 11-17 anni. Il documento si rivolge a genitori e pediatri con l’obiettivo di sostenere e proteggere bambini e ragazzi.

Guarda l’intervista a Elena Bozzola, Consigliere SIP e a Nicola Zamperini, giornalista esperto in comunicazione digitale.

Bambini e disuguaglianze

L’Italia vanta uno dei più bassi tassi di mortalità infantile e neonatale al mondo, ma esistono forti diseguaglianze geografiche. ”Un bambino che nasce nelle regioni meridionali ha un rischio del 36% più elevato di morire rispetto ad uno nato nel Nord nel primo anno di vita”, ha spiegato Mario De Curtis, professore ordinario di Pediatria, Università la Sapienza di Roma al 75° Congresso SIP. “Se nel 2016 l'Italia avesse avuto la stessa mortalità del Nord Est sarebbero sopravvissuti nel primo anno di vita 180 bambini nel Sud e Isole, 28 nel Centro e 42 nel Nord Ovest”.

Guarda l'intervista a Mario De Curtis, Ordinario di Pediatria, Università La Sapienza

 

Calo delle nascite. Necessità di politica coordinata di interventi

Nel giro di un decennio l’Italia ha visto diminuire i nati di oltre un quinto passando dai 576.659 nati registrati nel 2008 ai 458.151 del 2017. Nello stesso periodo le donne in età fertile sono passate da 13.990.503 a 12.945.219. Bassa natalità, invecchiamento della popolazione e conseguente moltiplicarsi della spesa sanitaria sembrano un trend ineluttabile nel nostro Paese. “Siamo una bomba demografica a orologeria”, ha detto il professor Walter Ricciardi. Come ridurre i danni? “Le misure spot non servono, ciò che occorre è una politica coordinata di interventi. Bisogna incrementare il lavoro femminile, l’Italia è ultima in Europa (58,77% contro 65,7%) attraverso adeguati strumenti di protezione della famiglia, sgravi fiscali e asili nido.

Guarda l'intervista a Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene alla Università Cattolica di Roma

 

Cosa è emerso dal 75° Congresso SIP, il punto con il Vicepresidente SIP Rino Agostiniani

Il 75° Congresso di Pediatria è stata l'occasione per ribadire l’importanza dei primi 1000 giorni di vita nel determinare la salute in età adulta, dell’allattamento al seno, dei corretti stili di vita e dell'attività fisica sin dalle prime età della vita, come sottolinea il Vicepresidente SIP Rino Agostiniani in questa intervista. Non meno importante i vaccini e la corretta adesione al Programma vaccinale, fortemente voluto dalle Società Scientifiche e dalle Autorità Italiane, per difendere i nostri bambini da patologie infettive prevenibili con i vaccini che possono avere esiti pericolosi come il morbillo.

Guarda l'intervista a Rino Agostiniani, Vicepresidente SIP