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Bambini e disuguaglianze. Cosa possono fare i Pediatri?

Credo sia importante che tutti i Pediatri leggano con molta attenzione i contenuti di questo prezioso supplemento di “Pediatria” (Cangurino) dedicato a bambini e disuguaglianze. I testi sono stati elaborati da alcuni dei protagonisti di un convegno organizzato dalla Presidenza della Facoltà di Medicina e Odontoiatria di Sapienza Università di Roma, con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria, nell’Aula Magna della Clinica Pediatrica il 22 febbraio 2019.

La Pediatria italiana, al pari di moltissime altre specialità mediche e chirurgiche, è protagonista da anni di continui straordinari successi che hanno consentito di nascere e sopravvivere a tanti neonati, anche fortemente prematuri e con peso alla nascita molto basso; di poter raggiungere l’età adulta, anche avanzata, a tanti soggetti affetti da patologie un tempo precocemente letali (cardiopatie, fibrosi cistica, malattie metaboliche); di guarire da malattie considerate incurabili e/o inguaribili (tumori, malattie neuromuscolari). Questi successi, dovuti alla grande professionalità e preparazione dei Pediatri e di tutti i professionisti che dedicano la loro attività ai soggetti in età evolutiva, testimoniano la qualità della ricerca e dell’alta specializzazione delle Università, degli Ospedali Pediatrici e delle Pediatrie e Neonatologie italiane. Tanti successi, per quanto importanti, non sono in grado di promuovere la salute e il benessere dei nostri bambini in una realtà culturale nella quale l’attenzione ai bambini e agli adolescenti è strabordante nelle chiacchiere, ma molto lacunosa nei fatti.

I disagi economici sono il risultato della povertà culturale che avanza in maniera ancor più preoccupante e devastante della povertà come comunemente intesa. La disattenzione alla maternità, impoverita di significato e annullata come valore sociale; il disinteresse a promuovere concretamente la natalità e il successivo accudimento dei bambini, in particolare nei primi anni di vita; l’assente e/o carente cultura sanitaria (quella che mette in discussione i vaccini e rifugge dalle responsabilità nei confronti della popolazione) richiedono da parte dei Pediatri italiani un grande e nuovo impegno nella Società.

Per difendere e tutelare i bambini non si può restare nelle aule universitarie, nei laboratori e nei reparti. Non è sufficiente. Si deve agire per convincere i decisori, con autorevolezza e competenza, che sono ormai indispensabili urgenti misure, strutturate e durature, che vedano partecipi tutti gli attori che possano avere un ruolo nella costruzione del benessere di ogni individuo. La scuola è il luogo principale dove “costruire salute” e può essere il centro di coordinamento. Già dalla scuola materna, fino alle superiori (alle quali andrebbe esteso l’obbligo scolastico), è possibile “educare” i bambini a una corretta alimentazione (compresa la scelta degli alimenti e la loro preparazione, coinvolgendoli in prima persona); insegnare i corretti stili di vita (consentendo nelle scuole l’attività ludico-sportiva per tutti gli sport, da praticare); coinvolgendoli nell’attenzione e nella cura per la loro salute (valore della genitorialità, valore delle vaccinazioni, danni da fumo, alcool e droghe); insegnando l’educazione civica e avendo come solido riferimento la nostra Costituzione; favorendo l’uso intelligente della tecnologia; investendo nel valorizzare il patrimonio artistico del nostro Paese (pittura, scultura, musica, praticando tutto e partecipando a visite dei luoghi d’arte).

La SIP ha da tempo strutturato un rapporto privilegiato e fattivo con il MIUR e ha già attuato dei protocolli di collaborazione fruttuosi in alcune Regioni (Liguria, Abruzzo e Calabria). Se come Pediatri riuscissimo a far guadagnare spazi sempre maggiori a una concreta e strutturata attenzione all’età evolutiva, si potrebbe sperare di giungere come risultato a quanto l’OMS definisce come salute, già dal 1946, ovvero lo “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, salute considerata un diritto e come tale alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone.

Un grazie sincero alla Prof.ssa Antonella Polimeni e al Prof. Mario De Curtis per questo Convegno che ha rappresentato una fotografia della realtà e una preziosa occasione di riflessione sull’urgenza di intervenire. Cosa possono fare i Pediatri? Impegnarsi nelle sedi istituzionali per tutelare con forza, vigore, autorevolezza e concretezza scientifica, il diritto al benessere di tutti gli individui, cominciando con la promozione della natalità e favorendo la concreta attuazione di corretti stili di vita. Per questo un sentito ringraziamento al Pediatra On. Paolo Siani per il suo impegno e per essere riuscito a sensibilizzare la politica.

(Alberto Villani, Presidente SIP)

Scarica Cangurini di Pediatria in PDF