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Dottor Enrico Masiello

Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Dot.ssa Elena Bozzola

Consigliere Nazionale SIP

Dot.ssa Martina Di Giuseppe

Università Tor Vergata

Dottor Rocco Russo

Responsabile dell'area vaccini sito SIP

Che cosa è?

La malaria è una malattia infettiva causata da un parassita chiamato Plasmodio che si trasmette all'uomo mediante la puntura di zanzare del genere Anopheles. Ad oggi la malaria è la principale causa di morbilità e mortalità nelle zone tropicali e subtropicali dove la malattia è endemica (Africa sub-sahariana, Sud-Est Asiatico e Sud America). Nel 1970 la World Health Organization (WHO) ha dichiarato l'eradicazione della malaria in Italia. Tuttavia, nei paesi Occidentali, vengono riportati casi isolati dovuti all’aumento dei viaggi internazionali e ai fenomeni migratori.

Come si trasmette?

I parassiti responsabili della malattia per il genere umano sono quattro:

-Plasmodium Falciparum, il più frequente, può causare sia forme lievi che gravi;
-Plasmodium Malariae, Plasmodium Vivax, Plasmodium Ovale (questi ultimi due in grado di dare forme recidivanti) che causano forme solitamente lievi.

La trasmissione del Plasmodium è causata dalla puntura della zanzara femmina infetta. Altre vie di trasmissione della malaria, seppur rare, sono la trasmissione verticale da madre a feto se la malaria è contratta in gravidanza (malaria congenita) e l'inoculazione diretta di sangue infetto (trasfusione o contatto con strumenti contaminati da sangue infetto).

Come si riconosce?

Il periodo di incubazione varia da 7 a 14 giorni per il P.Falciparum, P.Vivax e Ovale, mentre nell'infezione da P.Malariae il periodo può essere più lungo (fino a 30 giorni). In caso di infezione da P.Vivax, l'incubazione può durare anche più di 10 mesi (forme dormienti possono permanere nell’organismo silenti per molto tempo).

sintomi iniziali della malaria possono essere lievi, simil-influenzali, come febbre associata a brivido scuotente e sudorazione, dolori muscolari, dolori articolari, mal di testa nausea, vomito, tosse, diarrea, dolori addominali. Possono già essere presenti in questa fase o comparire successivamente aumento del volume della milza, anemia e piastrinopenia. Solo successivamente l’andamento della febbre può divenire ciclico rispecchiando i cicli di replicazione del parassita (con picchi ogni 3 giorni nel P. Falciparum e Ovale ed ogni 4 giorni nel P: Malariae).

Nel bambino la febbre, i sintomi gastrointestinali (vomito, diarrea), la splenomegalia (incremento del volume della milza), l’anemia e la piastrinopenia sono presenti almeno nel 2/3 dei casi.

ATTENZIONE A……
In età infantile la malaria è una condizione che si può aggravare rapidamente, ha una mortalità elevata ed è a rischio di complicanze gravi e permanenti. Nei bambini l'evoluzione della malattia con un coinvolgimento cerebrale può avvenire in 24-48h dall'insorgenza della febbre, con mortalità nel 20% dei casi e rischio di sequele con deficit psicomotorio del 10%.

Quali esami fare?

L'infezione malarica deve essere sospettata in tutti i pazienti febbrili di ritorno da aree endemiche tra 7 giorni e 3 mesi prima della comparsa dei sintomi. Per la diagnosi è necessario il riscontro del parassita nel sangue. La metodica principale è l'identificazione diretta al microscopio su uno striscio di sangue a goccia sottile o spessa. Questo esame consente di identificare il tipo di Plasmodium responsabile e quantificare la parassitemia (vale a dire quanti sono i parassiti che circolano nel sangue periferico). Le forme a parassitemia elevata (>5%) sono più a rischio per complicanze cerebrali.

Negli ultimi anni l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha approvato come indagine diagnostica l'esecuzione di test rapidi (studio attività enzimatiche o antigeniche del parassita), che permettono in pochi minuti di porre diagnosi di malaria tramite il prelievo di una goccia di sangue. Più sensibile e specifica è la ricerca del parassita mediante Polimerase Chain Reaction (PCR), disponibile però solo in laboratori specializzati.

Quale è la terapia?

Il trattamento prevede la somministrazione per via orale o per via endovenosa (nelle forme gravi) di farmaci antimalarici in associazione a terapie di supporto finalizzate al controllo dei sintomi (vedi antifebbrili)

Si può prevenire?

In caso di viaggio in regioni endemiche, è raccomandato l'utilizzo di profilassi sia di tipo comportamentale (es. zanzariere con repellenti, insetticidi spray, vestiti coprenti e di colore chiaro), sia di tipo medico con farmaci antiparassitari da iniziare qualche giorno prima del viaggio e da proseguire sul posto in base alle indicazioni del medico.

Prima della partenza si consiglia pertanto di pianificare le misure preventive con gli Operatori del Centro di Medicina di viaggi della Asl di appartenenza o con il pediatra infettivologo, ma soprattutto si raccomanda di rispettare rigorosamente i tempi e le modalità della somministrazione dei farmaci.

È disponibile al momento un vaccino contro le specie di P. Falciparum che ha mostrato risultati promettenti. Tale vaccino attualmente non è stato registrato nei Paesi occidentali, ma soprattutto non viene menzionato in nessuna linea guida sulla prevenzione della malaria in quanto sono necessarie ulteriori e più approfondite valutazioni inerenti al suo utilizzo nel viaggiatore.