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Cari Colleghi,

essere parte di una comunità, anche scientifica, significa essere partecipi con responsabilità e solidarietà di tutte le sue attività, nei momenti positivi e nei momenti negativi, quando ci sia da rallegrarsi per i successi conseguiti e quando ci sia da farsi forza per affrontare situazioni dolorose.

Per questo motivo sentiamo il bisogno e l’urgenza di condividere con Voi la triste notizia della inaspettata ed improvvisa perdita del Prof. Paolo Ghirri, Direttore della Neonatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa, che ha lasciato tutti attoniti e sgomenti, in primis la sua Famiglia attorno alla quale desideriamo stringerci tutti in un abbraccio affettuoso e consolatorio.

Si potrebbe dire molto sulla eccellente preparazione medica di Paolo e sul suo brillante curriculum che lo ha portato ad ottenere importanti traguardi, ma questo sarebbe troppo poco, troppo limitante. Oggi desideriamo, invece, ricordarlo perché era una bella persona e per la sua umanità che vogliamo raccontare anche a chi non ha avuto la fortuna ed il privilegio di conoscerlo.

Paolo era un uomo che lasciava trasparire fin dal primo incontro una profonda bontà d’animo che non era di maniera ma si traduceva in una grande disponibilità ad assistere ed aiutare chi ne avesse bisogno, era facile volergli bene. Aveva modi gentili e si poneva con tutti in modo cortese e cordiale dimostrando la sua grande competenze medica e scientifica con semplicità, senza la necessità di alzare i toni o la voce. Era un uomo che chiedeva molto a sé stesso per gli altri, ma poco o nulla per sé ed anche questo poco o nulla lo chiedeva con garbo. Per questi suoi modi delicati si poteva pensare che fosse molto riservato ma in realtà, se appena si scambiavano con lui poche parole, si apriva un mondo di interessi e di passioni che rendevano piacevole e divertente la conversazione ed il trascorrere del tempo.

Ci mancherà, sì ci mancherà tanto, ma sarà comunque con noi ogni volta che nel confrontarci e nel dialogare con gli altri faremo come faceva lui, perché quel suo modo, quella sua umanità rappresentano la parte migliore di noi e così facendo rimarrà sempre con noi e ne onoreremo ogni giorno la memoria.

Prof. Carlo Dani e Dottor Marco Pezzati