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In occasione della Giornata Nazionale della prematurità che celebra oggi 17 novembre l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la Società Italiana di Neonatologia (SIN) e la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), hanno presentato e fatto il punto in un convegno su quanto emerso nella prima Indagine Nazionale sui Servizi di Follow-up del neonato pretermine e/o a rischio, svolta in oltre 85% dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) italiani.

“Questa indagine – dice Fabio Mosca, presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN)ci ha consentito di disporre di dati affidabili sui quali concertare, con enti e istituzioni coinvolti, raccomandazioni e azioni di politica sanitaria. I neonati prematuri sono ad elevato rischio di esiti a distanza (neurosensoriali, cognitivi, respiratori) e necessitano di attento monitoraggio dello sviluppo, attraverso specifici protocolli di follow-up”, prosegue Fabio Mosca.  “I risultati dell’Indagine Nazionale sui servizi di Follow-up ci dicono che la maggior parte delle TIN segue più di 50 bambini ad alto grado di complessità all’anno e che il Follow-up dei prematuri risulta essere garantito nella maggior parte dei Centri Italiani fino ai 2-3 anni di vita. Purtroppo solo il 22% delle TIN riesce a prolungarlo fino all’ingresso del bambino a scuola. È fondamentale, invece, assicurare ai bambini nati prematuri continuità assistenziale ed accertamenti ripetuti nel tempo fino all’età scolare”.