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Prof. Diego Peroni

Consigliere Nazionale SIP, Professore Ordinario di Pediatria, Università di Pisa

Prof.ssa Rita Consolini

Professore Associato di Pediatra, Università di Pisa

Dott.sse Maria Carmela De Muto e Serena Gracci

Scuola di Specializzazione in Pediatra, Università di Pisa

Cosa sono le afte?

Le afte sono ulcere superficiali e dolorose, rotondeggianti o ovalari, con margini eritematosi ben definiti, alone rosso e fondo giallo o grigio.
La presenza di questo tipo di lesioni a livello della mucosa del cavo orale viene definita aftosi.
Le aftosi possono essere classificate come semplici e complesse. Le semplici sono molto più comuni e si presentano con poche lesioni che guariscono in 1-2 settimane e recidivano raramente. Nelle forme complesse invece le afte sono numerose, grandi, profonde e molto dolorose e possono associarsi a lesioni genitali o perianali e sono spesso un segno di altre patologie sottostanti.

Quali patologie escludere?

L’aftosi nella maggior parte dei casi rappresenta una condizione benigna, per la quale non è necessaria l’esecuzione di alcun tipo di accertamento.
Quando queste lesioni ricorrono frequentemente e soprattutto qualora ci siano dei sintomi associati, devono essere escluse alcune patologie. La celiachia, ad esempio, può manifestarsi con aftosi orale, ma anche altre patologie dell’apparato gastrointestinale, come la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, o disordini autoimmuni tra cui la malattia di Behçet e il lupus eritematoso sistemico. Quando le afte si associano a febbre, infine, è necessario escludere le sindromi febbrili come la PFAPA e le sindromi autoinfiammatorie.

Quando rivolgersi al medico?

-Quando le afte ricorrono troppo spesso e non si manifestano solo a livello del cavo orale ma anche a livello genitale
-Quando compaiono insieme ad altre tipologie di lesione cutanea
-Quando si associano ad altri sintomi, come diarrea, dolore addominale, anemia, debolezza muscolare, sangue e muco nelle feci, artralgie
-Quando si manifestano in corso di febbre in modo ricorrente

Qual è il trattamento?

L’aftosi orale si risolve spontaneamente in tempi variabili da 1 a 4-6 settimane e la terapia è perlopiù mirata alla risoluzione del sintomo. Nelle forme meno estese sono sufficienti trattamenti topici come disinfettanti, anestetici locali ed antinfiammatori steroidei. Nelle forme più estese e con recidive frequenti si possono invece utilizzare farmaci sistemici, ma soltanto dopo un’attenta valutazione del pediatra.
Infine, nelle forme associate a malattie sistemiche, sarà fondamentale il trattamento della patologia di base.