Newsletter N° 17 – Giugno 2015

Nei giorni 4-6 giugno si è tenuto a Roma il Congresso del nostro gruppo di studio, congiuntamente al Congresso Nazionale SIP e a quelli del Gruppo di Studio di Ecografia Pediatrica e della Società Italiana di Genetica Pediatrica.

Il bilancio del nostro convegno è stato molto positivo sotto diversi punti di vista: Al netto della inevitabile dispersione che caratterizza eventi di questo tipo, tutte le nostre sessioni hanno avuto una buona partecipazione di un pubblico attento e interessato. La qualità delle relazioni è stata sempre buona, in alcuni casi ottima, e tutte sono state molto apprezzate dai partecipanti. La tavola rotonda dell’ultima giornata, nonostante una collocazione temporale penalizzante, ha avuto anch’essa un buon successo grazie alla partecipazione di presidenti di importanti società scientifiche dell’adulto e del bambino, quali la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, la Società Italiana di Nefrologia, la Società Italiana di Adolescentologia, la Società Italiana di Nefrocardiologia e la Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche. È inutile sottolineare l’importanza di intraprendere e approfondire i rapporti con queste società scientifiche nella prospettiva di un futuro lavoro comune nell’interesse della salute del bambino/adolescente di oggi che sarà l’adulto di domani. Infine è stato anche importante che il tema dell’ipertensione arteriosa in età pediatrica abbia avuto una discreta eco sui mass media soprattutto radiofonici, quindi su un ampio pubblico di famiglie. Di questo dobbiamo ringraziare l’ufficio stampa della SIP che si è prodigato in un ottimo lavoro. Certamente il congresso è stato un momento importante per il nostro gruppo di studio, tuttavia non è certo un punto di arrivo ma il successo che abbiamo avuto dovrà essere di stimolo per raggiungere altri e nuovi traguardi. Per chi non ha potuto partecipare al congresso, ricordiamo che la nostra prima sessione sul tema della diagnosi e della gestione dell’ipertensione arteriosa in età pediatrica è stata registrata e diventerà un corso di formazione a distanza disponibile sul sito della SIP.

Con soddisfazione vi comunichiamo che anche per quest’anno abbiamo raccolto il numero minimo di 50 iscritti per mantenere lo status di gruppo di studio e che siamo il primo e, ad oggi, l’unico gruppo che è riuscito a farlo. Tuttavia, per distrazione o dimenticanza, ancora dei colleghi iscritti non hanno rinnovato la quota per il 2015. Ricordiamo che è possibile versare la quota di iscrizione accedendo al sito www.tesoreriasip.it
Dalla letteratura

Controversy about hypertension screening in children: a clinical perspective. Bianchetti MG, Bucher BS, Simonetti GD. J Hypertens. 2015 Jul;33(7):1356-8
Controversy about hypertension screening in children: a public health perspective. Chiolero A, Bovet P, Paradis G. J Hypertens. 2015 Jul;33(7):1352-5
Screening for hypertension in children and adolescents: the controversy, the research questions and a plan for action. Stergiou GS, Vazeou A, Stabouli S, Ntineri A, Kollias A, Boubouchairopoulou N, Kapogiannis A, Stefanidis CJ. J Hypertens. 2015 Jul;33(7):1359-63.

I tre articoli sopra citati sono degli editoriali recentemente pubblicati dal Journal of Hypertension che riaprono la discussione sull’utilità di screening per l’ipertensione arteriosa in età pediatrica, riprendendo la posizione critica espressa nel 2013 dall’US Preventive Task Force (Screening for primary hypertension in children and adolescents: U.S. Preventive Services Task Force recommendation statement. Moyer VA; U.S. Preventive Services Task Force. Pediatrics. 2013 Nov;132(5):907-14) che avevamo già commentato a suo tempo in una delle precedenti newsletter. Per la verità nessuno dei tre editoriali sposa completamente la tesi di Moyer che sostiene l’inutilità dello screening in quanto non ci sono evidenze che la diagnosi di ipertensione in età pediatrica contribuisca ad evitare eventi cardiovascolari in età adulta. Per tutta una serie di motivi, dei quali sarebbe lungo entrare nel merito, questa tesi appare sconcertante soprattutto perché si richiede la dimostrazione di una cosa praticamente indimostrabile. Infatti studi che associno la diagnosi di ipertensione in età pediatrica con eventi cardiovascolari nell’adulto dovrebbero durare troppo tempo e avere una numerosità del campione tale da escludere tutta una serie molto grande di fattori confondenti, in pratica tutti i fattori di rischio cardiovascolare. È tuttavia noto che i processi di decadimento delle arterie iniziano precocemente e sono influenzati da diversi fattori tra cui l’ipertensione arteriosa, inoltre una massa di studi suggerisce che i bambini con ipertensione arteriosa presentano già precocemente alterazioni strutturali (ipertrofia ventricolare sinistra, aumento dello spessore dell’intima-media della carotide), funzionali (diminuzione del baroriflesso) e di alcuni parametri biochimici (aumento della resistenza insulinica, dell’uricemia, alterazioni di alcune citochine). Queste considerazioni sembrano sufficienti per continuare a rilevare la pressione arteriosa in età evolutiva, forse non tanto come screening, ma come parte di una buona pratica pediatrica. Anzi riteniamo che sarebbe opportuno che la misurazione della pressione faccia parte di una valutazione complessiva del rischio cardiovascolare nel bambino e nell’adolescente.
I nostri soci pubblicano

Menghetti E, Strisciuglio P, Spagnolo A, Carletti M, Paciotti G, Muzzi G, Beltemacchi M, Concolino D, Strambi M, Rosano A, Hypertension and obesity in Italian school children: The role of diet, lifestyle and family history. Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases (2015) Jun;25(6):602-7

Il lavoro analizza lo stato ponderale e la prevalenza di ipertensione arteriosa in un gruppo di 2007 soggetti di età compresa tra 6 e 17 anni residenti rispettivamente a Varese, Roma e Catanzaro. Parallelamente alle misurazioni veniva anche somministrato un questionario per valutare stili di vita e abitudini alimentari. Il 27.2% dei soggetti esaminati era in eccesso ponderale e il 6.6% iperteso. L’eccesso di peso era maggiormente rappresentato al sud rispetto al nord, mentre l’ipertensione aveva una maggiore prevalenza nei ragazzi del settentrione. Gli autori ipotizzano che queste differenze possano essere ricondotte a diversi stili di vita e abitudini alimentari quali ad esempio il consumo di sale.

Genovesi S, Giussani M. Blood pressure reference values for normal-weight children: are they necessary? Int J Obes (Lond). 2015 Apr 24.

In questa lettera all’editore gli autori commentano l’articolo di Barba G, Buck C, Bammann K, Hadjigeorgiou C, Marild S, Molnar D et al. Blood pressure reference values for European non-overweight school children: The IDEFICS study. Int J Obes(Lond) 2014; 38. che è stato già segnalato in una precedente newsletter. Riassumendo, il lavoro di Barba e coll. propone dei valori di riferimento per la pressione arteriosa per bambini europei depurando il campione dai soggetti in eccesso di peso che notoriamente hanno dei valori pressori più elevati. In questo modo si ottengono dei valori normativi più bassi di quelli attualmente in uso e accettati dalle principali società scientifiche (National High Blood Pressure Education Program Working Group on High Blood Pressure in Children and Adolescents. The fourth report on the diagnosis, evaluation, and treatment of high blood pressure in children and adolescents. Pediatrics 2004; 114: 555–576.). Se questi valori normativi entrassero nell’uso il risultato sarebbe quello di ampliare la platea dei soggetti da considerare ipertesi, con il rischio di creare un ingiustificato allarmismo. Tuttavia il punto principale della critica è che i soggetti con valori pressori eccedenti i valori di riferimento attualmente in uso, evidenziavano in un importante numero di lavori scientifici una alterazione di una serie di parametri cardiovascolari e metabolici . In particolare erano evidenziabili alterazioni strutturali (ipertrofia del ventricolo sinistro, inspessimento dell’intima-media della carotide), funzionali (alterazioni del baroriflesso) e metaboliche (aumento della resistenza insulinica, dei valori di uricemia e cambiamenti in alcune citochine). Queste considerazioni dovrebbero giustificare il mantenimento degli attuali valori di riferimento per la pressione arteriosa in età pediatrica.
Quando e dove si parlerà di ipertensione nel bambino

Attualmente, anche in vista del periodo estivo, non ci sono segnalazioni di eventi relativi all’ipertensione in età pediatrica. La newsletter riprenderà la pubblicazione a settembre, si augurano a tutti le migliori vacanze !!!

Tutti coloro che volessero far pervenire dei graditissimi commenti, segnalazioni, contributi dalla letteratura o quant’altro sono pregati di inviarli all’indirizzo mail abrjg@tin.it

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